Il Festival dell'animazione è itinerante

Dopo la serata triestina allo Studio Tommaseo concentrata sulle produzioni italiane, la V edizione del Piccolo Festival dell’Animazione – dedicata a Gerrit van Dijk, l’autore olandese ospite nel 2009 della rassegna e recentemente scomparso – entra nel vivo con le serate dedicate ai cortometraggi internazionali. Questa ampia panoramica sulle più interessanti produzioni contemporanee – che grazie alla partnership sempre più stretta con Animateka Film Festival di Lubiana permette di vedere opere diversamente introvabili – è suddivisa in due parti, la prima il 27 dicembre alle 20.30 a Cinemazero (Pordenone), con un focus sull’animazione dell’Est Europa e la seconda, il 28 dicembre alle 20.30 al Visionario (Udine), con un focus sull’Austria, con ospite il regista Thomas Renoldner.

Un frame della pellicola “we may, we may not”.

A Cinemazero apre la serata Oh Willy! di Emma de Swaef e Marc James Roels, vincitore del premio della critica e del pubblico ad Animafest di Zagabria, un film stralunato dove i personaggi e la maggior parte delle scenografie sono di lana cotta. Se pure molto realistico come rappresentazione scenica, molto dettagliato nei particolari, la trama sconfina nell’assurdo con colpi di scena che vanno oltre le definizioni di genere. Si continua con Suur maja (tit.int. Big House) di Kristjan Holm, giovane regista estone premiato dalla giuria popolare ad Animateka a Lubiana, che crea un rapporto particolarmente stringente tra suoni e immagini, trovando un ritmo frenetico e trascinante nella ripetizione di gesti e suoni. Segnaliamo anche gli altri film provenienti dall’Est Europa, We may meet, we may not di Skirma Jakaite, Zašto slonovi? (tit.int. Why Elephants?) di Marko Meštrović, Kärbeste veski di Anu-Laura Tuttelberg e, soprattutto, Kronika Oldřicha S.  (tit.int. Chronicle of Oldrich S.) di Rudolf Smid, che testimoniano l’alto profilo di questa due giorni di piccoli gioielli imperdibili.

La serata udinese vanta la preziosa presenza di Thomas Renoldner, autore di film, performance,

Un frame della pellicola “Sunny afternoon”.

installazioni, produttore di film animati di artisti e graphic designer, nonchè docente all’Accademia di Belle Arti di Vienna e alla Vienna Arts School. Il suo film Sunny Afternoon è la ripresa di un progetto iniziato 25 anni fa, con immagini e sequenze che si basavano sulle parole di una canzone. Il progetto diventa lo spunto per mettere in gioco le definizioni artistiche dei ‘generi’, dalla video arte, al video musicale. Eterogenea è anche la tecnica d’animazione, dai disegni, alle fotografie, alla pixillation, al rotoscopio. Segue il bellissimo film cinese, Grain Coupon, dei registi Xu An e Xi Chen, una storia ambientata durante la Rivoluzione Culturale che ha per protagonista un calligrafo e abile disegnatore costretto a riprodurre copie di un francobollo raro… Splendida l’ambientazione e il disegno di una storia dall’epilogo morale amaro e ironico, che finisce per strapparci un sorriso. Come conclusione una autentica chicca proveniente dallo storico e sempre molto attivo National Film Board Canadese, Here and the great elsewhere di Michèle Lemieux (NFB). Opera di cesello realizzata con le tecnica ereditata da Alexandre Alexeieff, quella dello schermo a spilli che spostati a diverse altezze e illuminati da luce radente ottengono figurazioni dai repentini e mutevoli effetti. Oltre alla tecnica virtuosa quello che colpisce è il soggetto del film e il suo sviluppo. Una magia rara.

Caratteristica del Piccolo Festival d’Animazione è inoltre il coinvolgimento del pubblico, chiamato al duro compito di scegliere il film migliore tra le proposte nelle due serate.

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Enrico Matzeu
Direttore artistico di Taglia Corti. Scrive di moda, costume, design e tv per molte testate on-line e commenta la televisione ogni sabato su Rai Tre a TvTalk.