Il futuro è nelle mani dell’eolico

Uno studio recente promosso dall’ EWEA, la lobby europea che gestisce il business dell’eolico, ha dimostrato che, se il nostro continente decidesse di portare fin da subito il target per la produzione di energia da fonti rinnovabili al 30% del totale, si potrebbe realizzare un risparmio sulla spesa per i conbustibili fossili pari a 450 miliardi di euro nel ventennio 2010-2030. Questo dato economico è suffragato dalle statistiche relative allo stesso 2010 che mostrano come, grazie all’impiego delle rinnovabili, sia stato possibile risparmiare ben 30 miliardi a fronte delle politiche di sostegno che ammontavano a 26 miliardi in un solo anno.

L’EWEA è un’associazione che unisce tutti gli interessi economici legati all’eolico in Europa e si occupa della sua diffusione tra i paesi membri.

Quando si parla di energie rinnovabili, l’eolico non può che avere un ruolo fondamentale in quanto è il metodo più facile da applicare su larga scala senza consumo di terreno e con costi di manutenzione molto più bassi rispetto a quelli dei pannelli solari (visto che questi ultimi vanno sostituiti dopo un certo periodo d’utilizzo). In particolare, per quanto riguarda il tema del risparmio dell’acqua, la forza del vento si dimostrerà vitale nei prossimi decenni per aiutarci a contenere la dispersione delle fonti d’approvvigionamento di questa sostanza così essenziale alla nostra sopravvivenza. Infatti, come evidenzia un altro studio dell’EWEA, il 44% dell’acqua usata in Europa viene impiegata nei processi legati alla produzione di energia dalle centrali nucleari, elettriche o a carbone. La necessità di risparmiare la risorsa idrica si profila ancora più necessaria se si tiene conto che nel 2007, l’11% della popolazione UE ha sofferto per la scarsità d’acqua e le previsioni per i prossimi anni non sono certo migliori. Già nel 2012 l’impiego dell’energia del vento ha permesso di risparmiare 1,2 miliardi di metri cubi di doppi atomi d’idrogeno più ossigeno, per un equivalente di 2,4 miliardi di euro. Entro il 2030 le cifre potrebbero essere quadruplicate se si inseguisse il traguardo del 30% di energia ottenuta da fonti rinnovabili come accennato sopra.

Questo appello per un maggiore impiego dell’eolico e non solo si fonde con considerazioni sull’idea dell’energia e dello sviluppo che si intende portare avanti nei prossimi 20 anni. Una maggiore diffusione delle energie pulite permetterebbe infatti di causare una diminuzione del costo dei carburanti fossili ma anche di creare fino a 67.000 posti di lavoro entro il 2030 in Italia (nel solo settore eolico). Il risparmio dell’acqua non può che essere un elemento importante di questa riflessione, soprattutto se si pensa che il global warming sta mettendo a rischio siccità aree sempre più vaste nel sud Europa. L’eolico e le rinnovabili in genere devono essere tenute in considerazione anche in vista della possibilità di vedere finalmente il superamento definitivo della produzione di energia nucleare che, al di là di facili demagogie, rappresenta una sfida persa per qualunque paese che la adotti. Questo non solo perché come dimostra tutt’oggi Fukushima (la situazione continua ad essere parecchio incerta nonostante i media abbiano smesso di parlarne) il nucleare non è esente da rischi, ma anche e soprattutto perché è la rappresentazione tangibile di un sistema di produzione che si mette in conflitto con l’ambiente per la propria sopravvivenza, devastando il pianeta con rifiuti che, nel caso dell’energia atomica, hanno una “biodegradabilità” che si attesta all’incirca attorno ai 1000 anni…non un affarone.

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By | 2017-02-12T16:22:49+00:00 18/03/2014|Categories: Magazine, Tecnologie|Tags: , , , , |0 Comments

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.