Il genio: ciò che la scienza non può definire

Chopin fin dalla tenera età venne descritto come un prodigio

Che cos’è il talento? È innato o frutto di un gene particolare? Eccetto rari casi, il talento ha più a che fare con la pratica che con l’ imponderabile. La psicologia cognitiva ha dimostrato ormai da tempo come, per ottenere risultati eccellenti, siano necessari 10 anni di pratica; un lasso di tempo attraverso il quale, sostenuti da una ferrea determinazione, i soggetti riescono a divenire artisti, visionari, inventori o uomini di scienza. Ma ovviamente, la pratica e la costanza non basta, ci sono decine di variabili imprevedibili che presiedono alla nascita del genio. Uno studio della Michigan State University è riuscito a dimostrare infatti come l’allenamento determini solo il 30% del successo, così per gli scacchi come per la musica, tuttavia non riuscendo a chiarire in che cosa consista il restante 70%. La scienza definisce il talento come quell’insieme di caratteristiche personali che accelerano l’acquisizione di una capacità, o che migliorano i risultati dell’allenamento.

Formò il suo genio anche grazie all’ambiente in cui visse

È ormai divenuto prassi, nell’analisi di un particolare soggetto dalla psiche Illuminata, studiare l’ambiente sociale e naturale come aspetti primari nella formazione di qualità eccellenti. L’ambiente, infatti, non solo influenza il nostro destino, ma influenza direttamente anche la nostra struttura genetica, risvegliando od assopendo alcuni geni. I cosiddetti effetti multipli, variabili inestinguibili nell’esistenza umana, sono stati inseriti in un modello che incrocia abilità, caso ed altri dati appartenenti alla vita, così riuscendo a dimostrare come il più piccolo dettaglio possa far deviare o far sviluppare una data attitudine in un soggetto. Naturalmente esistono spiccate abilità in alcuni bambini, ma sono casi rari e spesso causati da concatenazioni irripetibili tra ambiente familiare e storico-sociale; nella maggior parte dei casi invece, lo sviluppo di eccellenti qualità, siano esse artistiche o scientifiche, è dato dall’essere incoraggiati e dalla predisposizione ad accettare gli errori non come ostacoli ma come segni di un processo migliorativo in divenire. Ultima ma non per importanza è la conclusione a cui è arrivata la scienza,  e che stabilisce come falsa la credenza per la quale solo in età infantile ci siano le condizioni per imparare una lingua del tutto sconosciuta.

Il talento è formato da varie caratteristiche che collaborano nella mente

Questa capacità, anzi, appartiene agli adulti e gli ostacoli che rendono complicata l’assunzione linguistica sono l’indisponibilità all’errore ed il desiderio di possedere quanto più velocemente l’abilità in essere. Il genio, questo oscuro oggetto che trasforma gli uomini in semidei, resta legato all’imprecisato nonostante gli sforzi dell’uomo nel tentativo di imbrigliarlo in categorie e procedimenti che a questi non appartengono, poiché frutto di un’azione combinata tra natura, uomo e caos. Il caos, nemico dell’uomo organizzato e votato all’onniscenza, la cui emanazione più comprensibile resta il caso, è la culla da cui ogni cosa può trarre luce ed esistenza. Appagare la nostra sete di verità potrebbe renderci ancor più schiavi di un quel determinismo che in tempi non distanti combattemmo in difesa della libertà dell’essere.

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By | 2013-07-19T10:36:35+00:00 19/07/2013|Categories: Scienza&Ricerca, Università|Tags: , , |0 Comments

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