Il padiglione delle meraviglie riporta a Trieste Ettore Petrolini

Manuela Kustermann e Massimo Verdastro portano in scena al Politeama Rossetti Il padiglione delle meraviglie di Ettore Petrolini dal 28 febbraio al 2 marzo. Lo spettacolo in programma nel cartellone Prosa e rappresenta una delle opere più crude e amare del grande comico e drammaturgo romano.

L’ideatore dell’opera, Ettore Petrolini (1884 – 1936).

«La scelta di portare in scena un testo di Petrolini non è casuale» scrive nelle sue note a Il padiglione delle meraviglie, il regista Massimo Verdastro, reduce – con la stessa compagnia  da una messinscena del Satyricon. «Potremmo dire – prosegue – che Petrolini è un discendente di Petronio […]. Lo prova il fatto che la peculiarità di entrambi sia l’incontro dei due estremi, il tragico e il comico, componenti irrinunciabili della natura umana».
Ed in effetti sono proprio questi i due estremi fra i quali si sviluppa, in modo molto affascinante, Il padiglione delle meraviglie una delle opere teatrali più amare e crudeli del grande attore e drammaturgo romano. Scritta nel 1924 la pièce trae ispirazione da esperienze reali dell’autore che, giovanissimo, si esibiva quale “donna sirena” in piazza Guglielmo Pepe a Roma. Era il luogo dei baracconi e delle fiere dove Petrolini visse i primi approcci al mondo dello spettacolo fra guitti e ciarlatani.
Sono questi, infatti i protagonisti de Il padiglione delle meraviglie: Lalli gestisce un carrozzone con la moglie Zenaide, esibendovi Amalù il selvaggio, Elvira la sirena e i lottatori Tigre e Calligola. Tiberio, l’imbonitore era il compagno di Elvira che però gli ha da poco preferito il Tigre. Il clou dello spettacolo – quando Lalli invita il pubblico a sfidare l’imbattibile lottatore – ispira a Tiberio una risoluzione disperata: si offre quale sfidante pur di riconquistare la donna. Lo spettacolo si tinge così dei colori drammatici e grotteschi della vita.

A portare in scena la piéce, accanto allo stesso Verdastro sarà la compagnia del Teatro Vascello capeggiata da Manuela Kustermann, una primadonna dell’avanguardia negli anni Sessanta e Settanta, che ha saputo conciliare poi gli impegni di interprete a quelli di organizzatrice teatrale e di direttrice del Vascello, tuttora fra i punti di riferimento nel panorama del teatro di ricerca italiano e internazionale.

«Il padiglione delle meraviglie è il trionfo della parola e del corpo, di sfide reali o simulate, di serragli di uomini e donne ‘mostruosi’ che si offrono al famelico bisogno di stupore e spaesamento del pubblico» commenta ancora il regista. «Le creature di Petrolini costituiscono una comunità eterogenea di imbonitori, lottatori, maghi, trasformisti che vive una condizione costante di nomadismo, di precarietà e di emarginazione sociale […] Nel Padiglione i sentimenti primari dei personaggi prendono il sopravvento sopra ogni convenzione sociale, le azioni che essi compiono al di fuori e dentro la finzione teatrale, rivelano una animalità che non conosce mediazioni».

Lo spettacolo è prodotto da TSI La fabbrica dell’attore – Teatro Vascello in collaborazione con la Compagnia Massimo Verdastro.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.