"Il racconto d'inverno", tragicommedia shakespeariana da tutto esaurito

Sarà in scena solo per due giorni, lunedì 13 febbraio e martedì 14, al Teatro comunale di Monfalcone, l’opera shakespeariana dal titolo “Il racconto d’inverno”, per la regia, la traduzione, le scene e i costumi di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.

Il lavoro rientra tra le ultime opere prodotte da Shakespeare, definita dagli studiosi come una tragedia romanzesca, che può essere affiancata a “La tempesta”, poiché entrambe presentano una profonda e malinconica riflessione sull’esistenza. I cinque atti da cui è composta infatti ci portano da una situazione iniziale in cui vi è forte tensione emotiva, ad un finale che ci fa riconciliare con la vita, passando per un atto ricco di comicità. L’ambientazione è esotica, ci si trova infatti in un Boemia che si affaccia sul mare, il cui re è Polissene, e la Sicilia, regnata da Leonte, e la trama è ricca di colpi di scena, con viaggi avventurosi e ritrovamenti insperati. Il protagonista della vicenda è Leonte, grande amico del re di Boemia, che sospettando una relazione tra l’amico e la moglie viene preso da una cieca gelosia, che lo porta ad annientare tutto quello che ha di più caro:  la moglie Ermione, i figli Mamilio e Perdìta e l’amicizia di una vita con Polissene.

Elio De Capitani ha legato il suo nome a quello del Teatro dell’Elfo entrandone a far parte non ancora ventenne, nel 1973, e nei primi anni è stato protagonista in oltre una dozzina di spettacoli diretti da Gabriele Salvatores. La sua prima regia è del 1982, e nell’estate del 1983 l’Elfo lo nomina regista stabile del teatro. Ha iniziato così la collaborazione con Ferdinando Bruni, fondatore del Teatro dell’Elfo nel 1973, che ha lavorato da subito in tutti campi: nelle produzioni della compagnia come attore, spesso in ruoli di protagonista, regista, scenografo e occasionalmente anche traduttore. I due hanno collaborato nel 2010 per la commedia The history boys, di Alan Bennett e per Racconto d’inverno di Shakespeare, entrambi premiati con il tutto esaurito, che li ha spinti a iniziare una nuova tournée. 

I  due registi, Bruni e De Capitani, hanno parlato di quest’opera di Shakespeare come di un “Otello senza Iago, dove la gelosia è trattata come un fenomeno puro che, né più né meno dell’innamoramento, può essere repentino e immotivato e non ha bisogno di sobillatori”.

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa