Il regime contro Elham Asghari: nuota per la libertà delle donne iraniane

Sulle spalle il peso di una tuta di oltre sei chili. Nei muscoli e nel cuore, la spinta e la carica di tutte le donne dell’Iran e del mondo islamico femminile. Elham Asghari, 32 anni, nuotatrice, campionessa, simbolo della lotta per la libertà e per la democrazia di quella porzione musulmana che ha scelto di ribellarsi. Quando era una ragazzina, Elham si è innamorata del mare e del nuoto, e ha seminato dentro di se un germoglio di speranza: il sogno di sfidare e battere le onde del mare.

Tuttavia, nella Repubblica Islamica dell’Iran del 2013 governata da Mahmud Ahmadinejad (leader del Paese fino a pochi giorni fa), l’aspirazione di una ragazzina può essere considerata un peccato e un disonore per l’intera popolazione. Lo scorso 11 giugno, Asghari si è presentata al largo di Nowshahr, nel Mar Caspio, per battere il record a cui ha sempre mirato. Sei ufficiali di gara avevano il compito di controllare che tutto fosse regolare. Non solo il tempo e la distanza percorsa, ma soprattutto il costume dell’atleta iraniana. Nessuna obiezione. Elham Asghari è scattata al via dei giudici e ha domato il mare per venti chilometri, fermando il cronometro sotto le sei ore: nuovo record iraniano.

Elham Asghari e il suo 'pesante' costume

Elham Asghari e il suo ‘pesante’ costume

Una volta fuori dall’acqua, però, il grido di gioia della campionessa le è rimasto strozzato in gola: “Ho indossato una tuta che potesse rispettare il codice d’abbigliamento islamico – spiega Elham in un video cliccatissimo su Youtube – ero coperta da capo a piedi. Erano presenti sei ufficiali di gara che hanno constatato che tutto fosse a posto. Nessuno ha avuto nulla da eccepire. Poi però la federazione ha spiegato che quando ero fuori dall’acqua si vedevano le forme femminili del mio corpo. Non ho dormito per notti intere…“. Non bastasse, Asghari ha infranto un’altra regola su cui la federazione non sembra disposta a cedere. Da quelle parti, infatti, le donne non posso nuotare in mare aperto. Primato non omologato. Così le bracciate della nuotatrice iraniana sono diventate l’emblema dalla battaglia del mondo femminile islamico per l’emancipazione: una donna iraniana che lascia alle spalle la terra ferma, inoltrandosi liberamente in mare aperto. Una cartolina che ha terrorizzato il regime.

Hanno paura che se l’omologano, tutte le donne si sentirebbero autorizzate a nuotare in mare aperto. Non voglio cedere alle pressioni. Il nuoto non è un’esclusiva degli uomini, noi donne lo sappiamo fare altrettanto bene“. Parole e musica di Elham Asghari, che, dopo aver dominato il mare, ora affronta la sfida più dura. Le speranze della campionessa e dell’intero universo rosa iraniano sono riposte in Hassan Rouhani, neo presidente della Repubblica mediorientale. Si tratta di un moderato sul quale i giovani iraniani hanno scommesso con coraggio, covando il sogno di un futuro migliore. Ci crede anche Asghari: “Spero che nel prossimo governo non ci sia spazio per quelle persone che hanno cercato di ostacolare i miei tentativi“.

Lo sport è da sempre sinonimo di sfida, con se stessi e contro gli avversari. Un atleta fatica e si sacrifica per raggiungere un obiettivo, il quale si rinnova qualvolta viene raggiunto. Il successo sportivo conseguito da Elham Asghari ha aperto la strada all’intero mondo islamico verso un traguardo di libertà e di giustizia. Se il Paese sarà pronto a raccogliere la sfida, un nuovo primato iraniano potrà essere raggiunto: quello dell’eguaglianza.

Commenti Facebook
By | 2017-05-21T12:12:52+00:00 09/07/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

About the Author: