Il viaggio musicale dei Fargo

«In ritardo alle prove e senza metronomo, suonando per tanti, suonando per nessuno, dal 2008 per muovere qualcuno»: questi sono gli albori dei Fargo che cercano di spiegarsi sulla loro pagina Facebook. Ma chi sono in verità i Fargo? Possiamo definirli come l’evoluzione naturale dei Nymphea Mate, band torinese attiva dal 2008 al 2013, che ha suonato come gruppo spalla a numerosi concerti tra i quali  quelli di artisti come dEUS, IMF, Afterhours e Jarabe De Palo.

I Fargo nascono quindi ufficialmente l’anno scorso, con la voglia di cimentarsi in qualcosa di nuovo. Iniziano così a incidere il primo lavoro allo studio di registrazione Officina Sonora di Torino e il loro singolo di debutto si intitola Stazione Ora o Mai Più, un amletico dubbio molto comune che riporta alla mente alcune scene del famoso film Sliding doors, nel quale prendere o no quel treno portava i protagonisti a vivere vite diverse. Questo pezzo, il cui video è stato girato a Repergo, nelle bellissime campagne dell’astigiano e prodotto da Eurofilm e Headwood Studio, anticipa l’album Fargo, in uscita la prossima estate.

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Diversi sono stati i motivi che hanno portato la band al cambiamento, sia stilistico che nel nome. Innanzitutto, la scelta di cantare in italiano, lingua molto più adatta dell’inglese ad accompagnare le nuove canzoni, diverse per stile ed intenzione da quelle scritte negli anni passati. Poi certamente anche la voglia di avvicinarsi al pubblico del proprio paese, che per i Fargo è un riferimento importante dal punto di vista musicale e culturale. Si ha così un risultato pop originale, capace di coniugare potenza ed eleganza, sonorità curiose proposte da Vico alla Voce e Chitarra, Enrico anche lui Voce e Chitarra, Riccardo al Basso e Andrea alla Batteria e Percussioni.

Nasce così Fargo, l’omonimo disco che parla del viaggio, della ricerca di qualcosa di diverso, di evasione. Parla della vita di tutti i giorni, dei colori e delle sfumature nei rapporti. Costruito esso stesso come un viaggio, l’album è un concept atipico che si sviluppa attraverso i suoni di una stazione immaginaria, di treni che arrivano e treni che partono, a volte per sempre. Gli arrangiamenti raffinati e l’uso di strumenti particolari come l’hang drum, l’ukulele e lo steel pad allontanano i brani dal pop classico trasformandolo in pop originale e grintoso. Le strutture dei pezzi e le orecchiabili linee vocali danno tuttavia al lavoro una spiccata impronta melodica, adatta ad un pubblico molto ampio.
In attesa dell’uscita dell’intero album prevista per l’estate 2015, godetevi qui sotto il loro primo singolo.

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By | 2015-03-10T11:31:40+00:00 10/03/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Valeria Pisetta
Sono laureata in Ingegneria Clinica a Trieste, dove sono entrata in contatto con la radio universitaria che da subito mi ha appassionata insegnandomi a sfruttare in modo positivo il mio parlare "a macchinetta". Suono da quando sono piccola e ho la grande passione della musica in tutte le sue sfaccettature, quindi quale posto migliore dove mettermi alla prova se non Radioincorso.it?!?