Immagine allo specchio: verità o inganno?

«Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?» chiedeva la vanitosa strega di Biancaneve al suo fedele ed inseparabile amico specchio. La tanto detestata e malvagia matrigna della fiaba non è, però, poi così diversa da tutti noi.

Per tutti coloro i quali non possono resistere alla tentazione di specchiarsi in ogni superficie riflettente sarà consolatorio sapere che la scienza attesta che non si tratta solo di una questione di vanità, ma c’è dell’altro. É come se dovessimo sincerarci dell’esserci ancora, quasi fosse una dimostrazione in più del fatto di sapere che siamo vivi. Se dal un lato, però, più ci osserviamo più rischiamo di enfatizzare all’estremo alcuni difetti fisici, spesso inesistenti, e cadere così nella dismorfofobia, dall’altro lato uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Personality and Social Psychology Bulletin dimostra che ciò che percepiamo della nostra immagine allo specchio è migliore rispetto alla realtà. L’immagine che ci rimanda lo specchio è molto diversa da quella che realmente abbiamo, a partire dalle dimensioni. Se tracciassimo infatti i contorni del nostro volto riflesso, per esempio con un rossetto, noteremmo che quest’ultimo è esattamente la metà di quello reale.

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Ma l’aspetto più sorprendente è che, oltre a vedere un noi dimezzato, ci vediamo tutti tendenzialmente più belli. A testimonianza di ciò i ricercatori hanno invitato alcuni volontari a riconoscere la propria immagine riprodotta tra una serie di volti simili, alcuni dei quali rispecchiavano la reale fisionomia dei soggetti, altri invece erano stati ritoccati in meglio o in peggio. I risultati hanno dimostrato che nella maggior parte dei casi i volontari riconoscevano come proprio il ritratto perfezionato al computer piuttosto che quello effettivo.

Il motivo per cui accade questo risiede nel fatto che ogni giorno il nostro cervello è posto dinanzi ad innumerevoli variazioni del nostro volto, da quello che osserviamo riflesso la mattina appena svegliati a quello accuratamente truccato in occasione di un galante appuntamento. Pertanto ciò che ne deriva non è nient’altro che una positiva proiezione riassuntiva dei nostri molteplici aspetti.
Attenzione però a non rischiare di ricalcare le orme del mitologico Narciso che, punito dagli dei, fu condannato ad innamorarsi della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua e morì cadendo nel fiume in cui si specchiava ogni giorno.

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By | 2015-01-27T10:29:51+00:00 27/01/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Studentessa di medicina, amante della lettura, del cinema e della danza, dalla vitalità dei ritmi caraibici all'eleganza del tango argentino.