Impedire l’estinzione degli animali? Bastano internet e un iPod

L’Eleutherodactylus juanariveroi, specie di rana in via di estinzione, scoperta di recente in Puerto Rico.

Da diversi anni ormai si sente parlare delle numerose calamità climatiche ed ambientali, contro cui il nostro pianeta si trova a combattere quotidianamente.
Uno dei problemi più noti, oltre al riscaldamento globale, e ad esso strettamente collegato, è il rischio di estinzione che diverse specie di animali corrono. Ed è proprio verso quest’ultimo disagio terrestre, che una nuova tecnologia a basso costo si rivolge. Com’è possibile? La risposta è internet.
Grazie ad internet e ad Arbimon, Automated Remote Biodiversity Monitoring Network, si sarà in grado di sfruttare componenti software e hardware per controllare le specie animali.

Lo scopo della tecnologia Arbimon è quello di monitorare le varie specie di animali tramite le registrazioni, che possono essere effettuate con metodi comuni, quali un registratore, un microfono e l’iPod, mettendo così da parte per un po’ le costose strumentazione che da sempre vengono usate per portare avanti questo tipo di ricerca. Possono essere registrati fino a 100.000 versi in un’ora, i quali vengono caricati in tempo reale su internet, permettendo così il riconoscimento e il controllo degli animali interessati.
I dati campione sono stati raccolti nelle zone del Costa Rica e di Puerto Rico, dov’è reperibile una maggior diversificazione animale, tra cui una specie di rana in via d’estinzione, ma recentemente scoperta.

Lo studio su Arbimon è stato condotto dall’Università di Puerto Rico, dove due membri del team di scienziati, il capo Mitchell Aide e Carlos Corrada-Bravo, hanno spiegato che l’importanza di questa innovazione è quella di permettere ai biologi di ottenere dati affidabili e “a lungo termine sulla fauna di tutto il mondo”, al fine di capire il vero impatto sull’ambiente della deforestazione e del surriscaldamento globale.
Inoltre, Corrada-Bravo aggiunge che questo database “sarà conservato in modo permanente, in modo che i biologi tra cinquanta anni saranno in grado di analizzare queste registrazioni con le nuove tecnologie, e trasformarle in informazioni utili per la scienza, la conservazione, e l’educazione delle nuove generazioni”.

 

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.