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6 mila artisti tutti insieme al Salone degli Incanti di Trieste

Written by on 30 maggio 2018

“Join the dots / Unire le distanze” è stata definita una mappa in divenire, democratica, collettiva e globale, delle culture umane, che animerà l’estate triestina per tre mesi, fino al 2 settembre

di Mirto Vitturi

Nella splendida cornice del Salone degli Incanti a Trieste ha aperto i battenti l’esposizione d’arte contemporanea Join the Dots / Unire le Distanze, con le opere originali di oltre 6000 artisti, nell’allestimento ad opera dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con il Comune di Trieste.

Join The Dots, mostra inaugurata al Salone degli Incanti il 29/05/18

“Join The Dots/Unire le distanze” al Salone degli Incanti

All’inaugurazione era presente anche Luciano Benetton, fondatore del gruppo Benetton e patrono di Imago Mundi, progetto che raccoglie le collezioni da cui sono tratte le opere, oltre al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, e all’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi.

“È un onore – ha detto Dipiazza – avere qui a Trieste Luciano Benetton, un uomo straordinario che ha realizzato qualcosa di unico nel nostro Paese e che oggi ringrazio a nome di tutta la mia città che sta vivendo un periodo di grande trasformazione e di cambiamenti epocali, con investitori interessati da tutto il mondo che la faranno crescere e migliorare sotto vari aspetti: economia, turismo, qualità della vita”.

Benetton presenta la mostra d’arte Join the Dots-Unire le distanze

Messaggio ai giovani

“Tutti noi possiamo trarre qualcosa su cui riflettere da Imago Mundi, soprattutto i giovani che possono ricavarne grandi ispirazioni”. Così Luciano Benetton descrive il messaggio che vuole mandare Imago Mundi, l’enorme progetto no-profit che raccoglie , oltre alle 40 esposte al Salone degli Incanti, le opere di oltre 100 ulteriori collezioni provenienti da tutto il mondo, per un totale di oltre 25000 pezzi.

“Tutti noi possiamo trarre qualcosa su cui riflettere da Imago Mundi, soprattutto i giovani che possono ricavarne grandi ispirazioni” – (Luciano Benetton)

La mostra consiste di una vastissima serie di opere originali il cui unico vincolo è il formato, ossia un contorno rettangolare di 10×12 cm; all’interno del Salone esse sono raggruppate in 40 collezioni, ognuna rappresentante una nazione o una area geografica definita. L’effetto visivo dei pannelli contrapposti è quello di un mosaico raffigurante decine di identità artistiche diverse, che ora si fondono per prossimità, ora risaltano per contrasto, ma che nel loro insieme “raccontano il pianeta come lo vorremmo: colorato, in pace e senza muri”, secondo la descrizione dello stesso Benetton.

Collegare i punti e trovare un percorso

“La chiave di lettura è nel titolo della mostra, bisogna collegare i punti e trovare un percorso”, racconta Nicolas Vamvouklis, curatore artistico di Join the Dots. “Ovviamente ogni artista ha una storia a sé, è nato in una città diversa e ha avuto una sua formazione unica, ma dall’unione delle opere viene fuori un’identità nazionale. Noi proviamo a mischiarle, a cambiarne i rapporti: se invertiamo l’ordine, se le contrapponiamo, cosa succede?”

Nicolas Vamvouklis racconta a RadioInCorso “Join the Dots-Unire le distanze”

La mostra rimarrà aperta fino al 2 settembre ed è visitabile dal martedì al venerdì, dalle 17:00 alle 23:00, mentre sabato, domenica e giorni festivi, dalle 10:00 alle 23:00.

Connect the Dots, Salone degli Incanti

Join the Dots, Salone degli Incanti

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