Inaugurato l'anno accademico

Sarà per la location del Teatro Verdi che quest’anno ha soppiantato l’Aula Magna, sarà per il fatto che i temi del mondo accademico di quest’anno sono stati molto più peculiari e localizzabili in un’area più ristretta, ma c’è da dire che la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2011-2012 ha lanciato dei forti messaggi politici e d’identità. Se l’anno scorso la Riforma Gelmini aveva interessato tutt’Italia, e in tutto lo Stivale le storie erano “simili”, quest’anno due importanti novità si sono pronunciate dal pulpito e hanno costituito un pensiero fortemente legato all’ateneo triestino. In primo luogo la sua carta fondamentale. Il nuovo statuto dell’Università di Trieste è stato sicuramente oggetto di primaria importanza. Rinnovato in più di un anno di lavoro nella commissione appositamente creata, è quel documento che va a riorganizzare tutto l’assetto sia amministrativo che didattico di Piazzale Europa.

La platea (Foto di Enrico Verzegnassi)

In un clima di cambiamenti, s’inserisce come un pezzo mancante di un puzzle la notizia dell’intento di due dei tre rettori, quello delle Università di Trieste e Udine, Peroni e Compagno, di creare un ateneo federato, per far fronte ai tagli e al blocco del tourn over.
Il Magnifico Rettore Francesco Peroni, nel suo discorso, ha ribadito ancora una volta i molteplici risultati ottenuti nel corso degli ultimi anni, che hanno portato l’ateneo giuliano in vetta alle classifiche internazionali. È stato citato il dato raccolto dalla rivista Campus (che stilava una sintesi delle principali classifiche universitarie), nella quale l’Università di Trieste figurava prima in classifica, e otteneva una menzione speciale per la qualità del sito web. Quinto posto per Piazzale Europa nella classifica del Censis. Altre calssifiche e graduatorie vanno ad aggiungersi a queste, completando una ricca dimostrazione dell’importanza dell’ateneo su scala internazionale.

Il coro dell’Università, mai così d’effetto come in una cornice teatrale e con un’acustica a dir poco spettacolare del Teatro Verdi, ha aperto la cerimonia solenne. Le doti canore del gruppo si sono dimostrate anche successivamente con il tradizionale “Gaudeamus Igitur”.

Un bel discorso anche quello del presidente del Consiglio degli Studenti Mattia Fadel, che si è soffermato sulla problematica di “essere giovani” in quel di Trieste, città con il cui tessuto la rappresentanza studentesca sta mettendo in atto una serie di dialoghi per migliorare il connubio tra l’interno e l’esterno del campus universitario.

L’ospite d’onore è stato il Ministro per l’Ambiente, la tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini. Sono intervenuti anche gli enti locali. Hanno preso parola il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo (che ha confermato per l’ennesima volta la volontà di trasformare gli Erdisu in una Fondazione di diritto privato), la Presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat e il Sindaco di Trieste Roberto Cosolini.

Foto di Enrico Verzegnassi

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Per otto ore al giorno fa il giornalista a TV Capodistria, nelle rimanenti fa il formatore a RadioInCorso. È appassionato di informatica, ma spesso desiste dinnanzi ai rebus che i computer gli riservano.