Incarico per Enrico Letta a Premier, il più giovane d’Europa

La nomina. Enrico Letta è appena stato nominato Presidente del Consiglio da Giorgio Napolitano. “Sono sorpreso” – dichiara – “è una responsabilità enorme. Le prime riforme saranno per il lavoro e per i giovani, ma il governo   nascerà solo se riusciremo a trovare coesione tra le forze politiche”. Queste le prime parole di un emozionato vice-segretario del Partito Democratico, che è riuscito a prevalere su Giuliano Amato, altro nome fatto dai giornali per l’incarico che Napolitano avrebbe oggi conferito. Enrico Letta è il più giovane Primo Ministro d’Europa, superando di due mesi Cameron e Rajoy di undici anni.

Enrico Letta, vice-segretario del Partito Democratico, e ora Presidente del Consiglio italiano

L’esperienza. Nato il 20 agosto 1966 a Pisa, Enrico Letta si laurea nella stessa città in Scienze Politiche, con un indirizzo internazionale. Cresciuto alla corte di Beniamino Andreatta, dal 1991 al 1995 è presidente dei Giovani democristiani europei, mentre l’anno successivo inizia la sua prima esperienza con il Governo Prodi. Diventa infatti segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro. Nel 1997 è anche vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano, nel 1998 è Ministro delle Politiche comunitarie, e dal 1999 al 2001 Ministro dell’Industria. Negli ultimi anni è infine deputato per il Partito Democratico, candidandosi alle primarie del 2006 prendendo l’11% dei voti.  “A 46 anni ha già grande esperienza” ha dichiarato Giorgio Napolitano – ed è forse questa una delle principali motivazione dell’incarico.

Le polemiche. Non sarà però tutto rose e fiori il governo che verrà, anzi. Le critiche non si sono fatte attendere. La prima è arrivata addirittura ieri da Rosy Bindi, che preferiva tenere Letta all’interno del PD e mandare al governo una personalità secondo lei più esperta. Il Movimento 5 stelle ribadisce il suo no a governi di larghe intese, esplicitamente auspicato dal nuovo Presidente del Consiglio, mentre il Pdl assicura che appoggerà il nuovo governo a patto che il PD faccia altrettanto e a patto che non sia solo un governo di scopo, bensì di legislatura. Un’ipotesi molto difficile questa che alimenterà nuove tensioni fino al voto di fiducia in Parlamento. Il Paese, però, non può più aspettare.

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By | 2013-04-24T13:49:31+00:00 24/04/2013|Categories: Politica|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.