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Edoardo Bennato: il rocker che ama le favole

Written by on 10 novembre 2018

Ama la musica e le favole: è Edoardo Bennato, il cantautore originario di Bagnoli che il 6 novembre sarà al Politeama Rossetti.
Ci ha raccontato qualcosa in più sul suo ultimo disco e sul nuovo tour, “Pinocchio & Co. Tour 2018” che parte proprio da Trieste per poi fare tappa in alcuni dei maggiori teatri italiani, toccando città come Bologna, Genova, Torino, Napoli, Milano, Roma e Catania.

 – Cosa ti ha spinto a ripubblicare “Burattino senza fili” a distanza di 40 anni? I temi trattati nell’album sono ancora attuali?

Ho risuonato, ricantato e riarrangiato “Burattino senza fili” perché a distanza di 40 anni dalla pubblicazione mi sono persuaso che i personaggi sono più che mai attuali nell’“Italietta” collodiana in cui stiamo vivendo in questo periodo storico: Mangiafuoco fa ancora il suo lavoro di burattinaio; il Gatto e la Volpe sono al lavoro a pieno regime, vendono illusioni a basso costo… e una parte dei diritti (anche quelli d’autore); di Grilli Parlanti ne abbiamo a dozzine in televisione, sui social, sui giornali; e la Fata è ancora un umano di serie B che se tanta di volare viene tirata giù e quando comincia la caccia alle streghe è quella che paga di più!

– Le nuove canzoni, “Mastro Geppetto”, “Lucignolo” e “Che comico il grillo parlante”, completano definitivamente l’opera rock del 1977?

Quando scrissi “Burattino” tralasciai due personaggi fondamentali: Mastro Geppetto e Lucignolo. Il primo è l’artefice di Pinocchio, l’ho immaginato come un anziano artigiano che, rimasto solo, si costruisce il burattino affinché possa fargli compagnia (la società dimentica spessi gli anziani); di buono c’è che Geppetto è riuscito ad andare in pensione in barba alla Legge Fornero.
Altra storia è quella di Lucignolo: nel 2017 fa ancora quello per cui è stato creato, ovvero portare Pinocchio allo scatafascio nel Paese dei Balocchi, quindi l’ho immaginato come un PR che organizza rave party in località che rimangono segrete fino a poco prima che avvenga l’evento… Due giorni di sballo totale, da raccontare… Se si riesce a sopravvivere!
Invece ho cambiato il concetto del Grillo Parlante: nel ’77 il Grillo Parlante l’avevo identificato con la figura del cantautore che su un palco diffondeva il “verbo” ma veniva contestato, anche a suono di sprangate, dai movimenti “politici” (erano gli anni di piombo) quando si facevano i concerti. Oggi non è più così (per fortuna aggiungo io!) quindi ecco che il “nuovo” Grillo Parlante, che “conta il denaro contante, contando sul sacro furore” (quello della gente).

– Hai deciso di tornare in teatro per questo tour, come mai hai scelto di portare “PINOCCHIO COMPANY TOUR 2018” proprio nei teatri?

Avere la possibilità così diretta di poter incontrare le persone in un teatro, in un’atmosfera tutto sommato raccolta, è un’opportunità che non mi lascio sfuggire!

– Tra qualche settimana al Teatro Rossetti è in programma il musical Peter Pan, la cui colonna sonora hai riarrangiato per il teatro. Hai una predilezione per le favole come spunto per i tuoi album?

In verità il musical di Peter Pan è ormai consolidato da 10 anni e più di successi, per me è stato un sogno realizzato… spero si possa fare lo stesso per quanto riguarda “Burattino senza fili“.
La formula delle favole la preferisco perché mi permette di trattare degli argomenti in modo da cercare d’essere meno retorico, didascalico e soprattutto di non correre il rischio di risultare moralista.

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