Iron Maiden spettacolari in Piazza Unità

Sono quasi le 16.40 di martedì 17 luglio 2018 quando i cancelli degli Iron Maiden vengono aperti e i fan in fila dalle 9.30 della mattina corrono in Piazza Unità d’Italia per riuscire ad aggiudicarsi il posto migliore dal quale godersi lo spettacolo. Alle 17.30 cominciano a suonare i Raven Age, band nella quale milita George, figlio del bassista e fondatore dei Maiden Steve Harris; la performance è decisamente migliore di quella del tour del 2016, forse grazie al nuovo cantante Matt James che riesce a far saltare il pubblico presente in Piazza Unità. Alle 18.30 è il turno dei Rhapsody of Fire; la band triestina sale sul palco di fronte ad una piazza ancora piena a metà, ma che viene subito incantata dai loro pezzi storici ricchi di virtuosismi da parte di tutti i membri. Gli ultimi ad esibirsi prima degli Iron Maiden sono i Tremonti che presentano alla città il loro ultimo lavoro “A dying machine” con il quale entusiasmano le ormai quasi 10 mila persone giunte a Trieste per le 6 leggende dell’Heavy Metal.

Alle 20.50 parte finalmente “Doctor Doctor” degli UFO, la canzone che tutti aspettavamo, e nel frattempo una figura incappucciata sale sul palco e rivela l’ambientazione del concerto che fino ad allora era stata celata da un telone nero. Finita la canzone un aeroplano inizia a fluttuare sopra lo scenario di guerra tappezzato d’edera che era stato scoperto pochi istanti prima e, dopo il celebre discorso di Churchill, sulle parole “We shall never surrender” eccoli arrivare, gli Iron Maiden aprono il concerto con “Aces High“.  Dopo il primo grande successo la band porta sul palco anche “Where Eagles Dare” e “Two Minutes to Midnight“, con la quale tutti i diecimila fans giunti in Piazza Unità da tutta Italia e dall’estero cominciano a saltare e a farne risuonare il ritornello oltre le mura dei palazzi circostanti. Il pubblico, diventato euforico già al terzo brano, si unisce in un unico grido: “Freedom” viene urlato da tutti all’unisono durante “The Clansman” che viene seguito da “The Trooper“, durante il quale scoppia un duello sul palco a colpi di spade tra il cantante Bruce Dickinson e la mascotte della band Eddie the Head. Per la canzone successiva, “For the Greater Good of God” il palco viene trasformato in un’enorme cattedrale con tanto di Rosone e lampadari sospesi sulle teste dei musicisti.

Seguono “The Wickerman” e “Sign of the Cross“, durante la quale lo sfondo della cattedrale diventa un cimitero infernale e sul palco spuntano fiammate alte due metri e fuochi d’artificio. La canzone termina con una croce illuminata al centro dello scenario mentre sul retro si innalza un’enorme statua di Icaro alla quale, alla fine della canzone “Flight of Icarus“, vengono sciolte le ali da delle fiamme provenienti dall’alto e dal lanciafiamme utilizzato da Dickinson durante tutto il brano.

Siamo arrivati al cuore dell’esibizione, perché stavolta ad infiammarsi è il pubblico mentre assiste a tre cavalli di battaglia suonati di seguito: “Fear of the Dark“, “The Number of The Beast” e “Iron Maiden“, anzi, come se non bastasse, la band regala ai fans anche “The Evil that Men Do” e “Hallowed Be Thy Name“.
La serata si conclude con l’immancabile “Run to the Hills” ed il classico “Scream for me Trieste” di Bruce Dickinson destinato a rimanere nella memoria di tutti i partecipanti di questa serata indimenticabile.

 

Noi di Radioincorso abbiamo chiesto in giro le impressioni sul concerto ed altre curiosità:

 

Questo invece il tweet degli Iron Maiden dopo la fine del concerto, dovremo aspettarci la terza data triestina?

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