Issiah “Lazzaro” Grayson è in formato playoff: Trieste passa il turno

Una vittoria per parte, partita decisiva: è la magia dei playoff. Sette giorni dopo l’inopinata sconfitta in casa e quattro giorni dopo aver espugnato Ferrara per portare in parità la serie, è tempo di gara 3, match decisivo: chi perde torna a casa, chi vince continua l’avventura. Occhi puntati sul duo di trascinatori Tonut-Holloway per Trieste, emiliani che invece hanno in Hasbrouck e nel pur imprevedibile Amici (partita complessa in gara 2 per lui, con triple pazzesche ma parecchi problemi ai liberi) le loro armi migliori.

Pronti via e i primi due punti sono proprio dell’americano in maglia blu, il quale apre un parziale di 7-0 cui provvedono a rispondere prima Grayson con un long two e poi Holloway con due canestri da sotto. Dopo un primo momento di difficoltà realizzativa, il talento offensivo delle due compagini emerge forte e chiaro, con Holloway a sfruttare la sua fisicità, da una parte, e Hasbrouck a trovare il fondo del secchiello con tiri in faccia agli avversari, dall’altra. Ferri ha qualcosa da dire ad “Actors Studio” Prandin, reo di accentuare un po’ troppo i contatti e la difesa ospite si innervosice, Grayson ha buon gioco e trova con sorprendente continuità il canestro avversario (8 i suoi punti alla prima sirena). Prima della fine del quarto c’è spazio per il tap in di Candussi, che corregge al volo il tiro di Prandin: dopo dieci minuti di gioco è 21 a 18.

Grayson e Tonut sono a quota due falli, ma Dalmasson non ci pensa proprio a togliere l’americano, vedendolo così propenso ad attaccare il ferro e i primi due punti del quarto sono proprio suoi. C’è poi spazio per capitan Carra, ma a cercare punti e fortuna, nonostante la percentuale non eccelsa ai liberi, è Prandin, con penetrazioni frequenti; Il numero 17 biancorosso, inoltre, continua a innervosire gli avversari esacerbando i contatti ed esibendosi in tuffi carpiati degni di Tania Cagnotto, gettando fumo negli occhi della terna arbitrale: gli emiliani sbagliano spesso e volentieri e ad approfittarne è Candussi, che si ritrova la palla in mano da sotto canestro e affonda la schiacciata. Marini gode di minutaggio ampio, ma trova parecchie difficoltà, soprattutto offensive, anche perché si ostina a giocare per vie troppo esterne, mentre Pipitone è un fattore in difesa e offre un contributo che va ben oltre la stoppata che cancella il tentativo di sottomano di Tonut. Risultato? Controsorpasso per gli estensi grazie a un parziale di 12 a 0, che solo una penetrazione di pura energia di Coronica riesce a chiudere. A pochi secondi dalla fine coach Martelossi chiama minuto e disegna lo schema, ma nulla va per il verso giusto agli emiliani; ad approfittarne è Holloway, che conquista palla, subisce fallo e segna i due liberi che fissano il risultato di metà partita: dopo due quarti è 34 a 36.

Un arbitraggio decisamente inadeguato condanna Castelli a uscire dalla partita a inizio terzo quarto, con un fallo rivedibile e un tecnico fischiatigli in rapida successione: sono problemi seri per le rotazioni dei lunghi ospiti, che vengono puniti da Holloway in avvicinamento. Lo stesso Holloway serve l’assist in contropiede a Tonut, che finalmente si sblocca dopo due quarti complicati e uno 0/5 dal campo. Uno scatenato Grayson porta il vantaggio dei suoi sul +5 , Tonut fa 0/2 dalla lunetta, poi forza il tiro nell’azione successiva, segna e urla tutto il suo disagio in faccia ad Amici, prendendosi il tecnico: la partita è spumeggiante. Casadei avvicina i suoi con una tripla che vale tanto oro quanto pesa, poi si traveste da guardia e offre l’assist a Pipitone dopo il crossover, dall’altra parte Holloway punisce in contropiede. Sulla sirena, il caparbio Casadei troverebbe pure la bomba che porterebbe i suoi a -5, ma purtroppo la palla è ancora nel suo palmo quando si accende la luce rossa: a fine terzo quarto è 55 a 47.

Prandin apre il quarto decisivo e piazza la bomba, dimostrando quanto ci tiene a questa partita, dall’altra parte Amici, beccatissimo dal pubblico, mette a segno la penetrazione che porta i suoi a -9, ma poi commette un’ingenuità clamorosa commettendo il fallo di sfondamento che lo costringe a vedere il finale di partita dalla panchina: è il segnale che le cose vanno per il verso giusto per Trieste, con un Grayson in grande spolvero e 14 punti di vantaggio. Casadei prova a crederci ancora con una penetrazione conclusa con un sottomano di pregevole fattura, ma Trieste è galvanizzata: Coronica schiaccia al volo dopo il rimbalzo, prima, e mette due liberi, dopo, segnando di fatto la fine del match, che si conclude con tre minuti di puro garbage time. Onore a Ferrara, autrice di tre partite di ottimo livello e attenzione puntata al prossimo turno, sperando che possa riservare l’ennesima sorpresa di questa scoppiettante stagione di basket triestino.

PALLACANESTRO TRIESTE – MOBYT FERRARA 71-61 (21-18, 34-36, 55-47) 

TRIESTE: Coronica A. 8, Fossati M., Norbedo M. n.e., Tonut S. 4, Ferraro M. n.e., Mastrangelo D., Grayson I. 18, Candussi F. 12, Carra M. 1, Marini L., Holloway M. 15, Prandin R. 13 All. Dalmasson E.

FERRARA: Bereziartua F. n.e., Huff T. 10, Bottioni R. 2, Castelli R. 4, Amici A. 5, Ferri M. 5, Casadei D. 12, Sita n.e., Pipitone V. 10, Ghirelli M. n.e., Hasbrouck K. 13 All. Martelossi A.

Arbitri: Boscolo E., Gagliardi G., Scudiero D.

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By | 2015-05-01T14:54:39+00:00 01/05/2015|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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Joel Cociani
Nato a Trieste nell'88, sono italiano e francese. Studio per diventare un interprete, ma il mondo del giornalismo mi ha sempre affascinato, se non altro perché è una scusa per poter fare il rompiscatole senza dovermi giustificare.