Istat: il tasso di disoccupazione giovanile è del 39,5%

Ormai non fa nemmeno più notizia. Sono quattro anni che si parla del problema della disoccupazione, ma niente sembra fermarla. Gli articoli di giornale sono sempre quelli, i titoli gli stessi. Cambiano solo le percentuali che però sono sempre peggiori. Anche oggi, come ogni mese, arriva la stangata dell’Istat, praticamente implacabile: tasso di disoccupazione giovanile al 39.5%, quello generale, invece al 12%. Ma andiamo con ordine.

Il logo dell’Istat – l’istituto nazionale di statistica

Innanzitutto qualche definizione. La parola disoccupazione definisce chi è in cerca di lavoro. Quella giovanile riguarda le persone comprese nella fascia di età tra 15 e 24 anni. Tra queste, 635 mila sono disoccupate, stanno cioè cercando un impiego e rappresentano il 10,6% di questa fascia di popolazione. Il tasso di disoccupazione, invece, è l’incidenza del numero delle persone in cerca di lavoro sul totale di quelli occupati o che sono in cerca ed equivale a quella percentuale così vicina al 40%. Algebricamente parlando la disoccupazione equivale a U, mentre il tasso di disoccupazione equivale a U/L, dove L è la Forza Lavoro.

Un altro problema. A preoccupare, però, dovrebbe essere anche il tasso di inattività, cioè quella condizione in cui la persona non è intenzionata a trovarsi un lavoro nell’immediato, ma preferisce aspettare tempi migliori. Riprendiamo quanto scritto dall’Istat: “Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente (-12 mila unità) ma aumenta dello 0,3% rispetto a dodici mesi prima (+36 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, invariato in termini congiunturali e in aumento di 0,2 punti su base annua”.

A livello europeo le cose vanno meglio, ma il trend è comunque negativo. Se fino alla prima metà del 2008 la disoccupazione giovanile aveva raggiunto il tasso minimo del 18%, ora si deve parlare del 23,2%. La Grecia rimane la pecora nera, sfiorando quasi il 60%, la Spagna si attesta attorno al 55%, mentre la Germania brilla con un bassissimo 7,9.

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By | 2013-09-02T09:03:39+00:00 02/09/2013|Categories: Politica|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.