Italia, economia e precarietà al centro di Vicino/Lontano 2013

È stata presentata oggi la IX edizione del Festival vicino/lontano che si terrà ad Udine dal 9 al 12 maggio. Al centro di tutta l’edizione sarà la “Questione italiana”, che verrà presentata durante la serata inaugurale con la lettura scenica di alcune parti del nuovo libro di Tommaso Cerno intitolato “Inferno. La commedia del potere”, e si concluderà invece con la prima edizione di “La nostra mafia quotidiana. Gli anni della peste”, racconto scenico di Fabrizio Gatti. Riflettori puntati quindi sulla crisi economica internazionale, sulla situazione dell’Italia, sulle prospettive dell’Europa nello scenario globale e sulla nuova era digitale, con un approfondimento sull’evoluzione del web come forma del conoscere nel nostro tempo.

Il primo a prendere la parola sarà Michel Maffesoli, docente di Scienze Umane alla Sorbona di Parigi, per la lectio magistralis “Homo eroticus”.

Le iniziative in programma inizieranno però in anticipo, ossia mercoledì 8 maggio presso il Teatro San Giorgio con con Elnémulás, tragedia in due atti sull’urgenza di difendere le minoranze etniche, culturali e linguistiche firmata da Miklós Hubay, in una versione riadattata alle realtà regionali. Il via ufficiale sarà invece giovedì 9 maggio con dibattiti e lezioni magistrali, incontri di approfondimento, testimonianze dirette e racconti più confidenziali. Il primo a salire sul palcoscenico dopo la cerimonia di inaugurazione sarà il fondatore della Sociologia del quotidiano, Michel Maffesoli, docente di Scienze Umane alla Sorbona di Parigi, per la lectio magistralis “Homo eroticus”, ispirato al saggio omonimo, pubblicato in Francia nel 2012 ma ancora inedito in Italia.

Si entrerà nel vivo della questione italiana però a partire dalla prima serata, alle 21 infatti verrà presentato uno dei temi forti di vicino/lontano 2013, con l’annunciata lettura scenica di Paolo Fagiolo dal nuovo libro di Tommaso Cerno, il poema in terzine di endecasillabi “Inferno. La commedia del potere”. All’“infernale commedia” è dedicato anche il dibattito a seguire, “Vuoto italiano due”, dove il due sta ad indicare la ripresa di un discorso cominciato nell’edizione del 2011. Proprio su quest’idea di un’Italia (s)perduta e sull’urgenza di uscire dall’impasse si tornerà più volte nel corso del festival affrontando una delle piaghe del nostro paese più dolorose e difficili da sradicare, anche nell’evento di chiusura. Domenica 12 maggio infatti, Fabrizio Gatti presenterà in prima nazionale il racconto scenico “La nostra mafia quotidiana. Gli anni della peste”, dal suo nuovo attesissimo romanzo verità Gli anni della peste, in uscita il 26 aprile. Gatti, con la sua testimonianza in prima persona, ci farà scoprire quel che non siamo riusciti a vedere, in questo caso la mafia della porta accanto. Quella che si nasconde nei quartieri, negli uffici pubblici. Quella che tocca tutti da vicino.

Lucio Caracciolo sarà presente nella tavola rotonda “L’Europa come utopia” il 10 maggio.

Non solo Italia ma anche Europa al centro degli incontri, con largo spazio al destino dei giovani. Una riflessione autorevole sul futuro del vecchio continente sarà dedicata ancora una volta dal geopolitologo Lucio Caracciolo nella tavola rotonda “L’Europa come utopia”, che avrà luogo venerdì 10 maggio, con la partecipazione di autorevoli studiosi internazionali come Mauro Ceruti, Heribert Dieter e Sara Gentile. Di scuola e insegnamento si occupa invece il nuovo numero di “aut aut”, la rivista di filosofia diretta da Pier Aldo Rovatti, che sarà presentato nel corso del dibattito “La scuola impossibile”, per invitare  riflettere sul mondo dell’insegnamento e a rimodernarlo. Ritorna anche il tema della precarietà nell’incontro con Massimo Recalcati, uno tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia e autore del recente Il complesso di Telemaco.

Ad influenzare tutti i temi precedenti è senza dubbio la crisi economica, tema che sarà sviscerato da esperti economisti e sociologi, insieme ad artisti, scrittori e cantautori. Si tratterà di crisi economica in sé e come fonte di altre crisi, di un malessere che va oltre le difficoltà finanziarie per coinvolgere i sentimenti, le idee, gli ideali e le ideologie. Si cercheranno soluzioni e si tratteggeranno nuovi orizzonti possibili, perché la crisi può diventare anche un’occasione per correggere gli errori del passato. A farlo saranno Francesco Daveri e Paolo Pini, che insieme a Roberto Grandinetti affronteranno temi come la disoccupazione, la flessibilizzazione del mercato del lavoro e le nuove forme di emigrazione nel confronto dal titolo “Lavoro e crescita nella competizione globale”, seguito dal confronto “Economia civile. Welfare e beni comuni al tempo della crisi”

Centrale in un mondo in continuo cambiamento è anche il panorama digitale, che non poteva essere trascurato in questa IX edizione. È infatti necessario interrogarsi e indagare per meglio comprendere questo fenomeno che è la “rete”. Il web come nuova forma del conoscere sarà quindi oggetto del confronto, moderato da Marco Pacini, “Il sapere nella rete” in cui prenderanno la parola Raffaele Simone, uno dei maggiori studiosi europei di linguistica e filosofia del linguaggio, e lo storico e filosofo della scienza Stefano Moriggi.

Questi sono solo alcuni eventi del ricco ed interessante programma del festival, che si affiancano ad altri momenti di approfondimento e di cultura quali mostre fotografiche, installazioni, presentazioni di libri, spettacoli e proiezioni. Per il programma completo visitate il sito dedicato all’evento.

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By | 2013-04-18T16:33:26+00:00 18/04/2013|Categories: Cultura e spettacoli, Economia, Politica|Tags: , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa