ITS#NINE: la sfilata regala sogni multiformi e stravaganza multimateriale.

In un Salone degli Incanti trasformato in una grande sala macchine, dove su enormi fondali vengono riflessi ingranaggi e palloni aerostatici che volano nell’etere, prende forma la creatività retrofoturista della nona edizione di ITS, il concorso internazionale dedicato a giovani talenti. Su di una passerella pentagonale va in scena il viaggio di 12 creativi del Fashion, che a bordo di un’immaginaria navicella atterrano a Trieste per presentare e realizzare i propri sogni. Grande attenzione quest’anno per i materiali utilizzati dagli stilisti, che reinventano la materia, rappresentando la loro visione di moda, come per il tedesco Michael Kampe, che ha pensato ad un uomo casual, con jeans e pantaloni comfort, portati con trench destrutturati, sagomati anche oltre l’immaginabile, che sono delle vere e proprie esplosioni materiche e che sono valse al giovane designer il Diesel Award. Sull’ambita passerella triestina poi compare l’uomo “alpha” della danese Astrid Andersen, che sfoggia con disinvoltura abiti street in fucsia o rosso, impreziositi da ricami di pailletes, babucce maculate e giacconi oversize, un pò rapper un pò mattador spagnolo. Non passano inosservati neanche i cacciatori di mostri del giapponese Takashi Nishiyama, che si aggiudica il premio Fashion Collection of the Year, con la possibilità di ripresentare la sua collezione nella prossima edizione del concorso. Takashi si immagina i futuri impiegati giapponesi non più solo vestiti di semplici completi formali, ma avvolti da innumerevoli strati di tessuto, da ritagli di lana o da enormi e ingombranti piumoni oversize. Le forme e la linearità vengono meno, non si guarda più alla portabilità dell’abito ma alle emozioni che suscita, ai luoghi incontaminati della mente che vuole stimolare. In alcuni casi viene meno anche la sessualità, come per la collezione del belga Niels Peerear, che si prospetta un futuro dominato da una borghesia che accerchia e sottomette degli uomini androgini ed efebici, trasformandoli in vere proprie geishe, che indossano pepli in crepe di seta avorio, con pellicce grigie o marroni, body anatomici in pelle elasten, calzettoni di lana e che incedono su sandali in cuoio dal tacco 12. Questa visione androgina della moda piace alla giuria, che assegna a Niels il premio RA, con la possibilità di esporre e vendere i propri abiti nella prestigiosa boutique. Anche le collezioni femminili, se pure di numero inferiore, colpiscono per stravaganza e originalità, partendo dalla ceca Martina Spetlova, che assembla materiali differenti, pelle, plastica, jersey di seta e lana mohair in abitini asimmetrici e multicolor, unendoli con zip altrettanto colorate, rievocando le geometriche fantasie ludiche dei mattoncini Lego. Riutilizzo originale anche per il coreano Yong Kyun Shin, che veste le sue modelle con abitini dalle forme spigolose, interamente creati con mollette per capelli, rivestite in tweed o in pelle nera, impreziosite da borchie e da portare con cappellini d’ispirazione orientale. Ad un tratto però i ritmi di Electrosacher djs, che hanno curato le musiche della sfilata, cambiano repentinamente e le note del “Cielo in una stanza” di Mina, riportano ad un allure degna della collezione di Sideral (es), una collettiva di designer che ha portato in passerella l’eleganza di un tempo, abbinata a una sapiente stravaganza. Ecco che le modelle indossano giacchini in paillettes, abiti drappeggiati con piume e glits che sembrano costumi di scena, camicie in plissè e accessori da sogno. Le collane sono scintillanti e i copricapo sembrano eleganti prolungamenti del corpo. Le indossatrici inoltre sfilano con il numero dell’abito, come negli atelier di un tempo. Ad un tratto però il viaggio nella stravaganza si spezza ed entrano in scena i capi di precisione sartoriale e raffinata pulizia di Mason Jung, vincitore della scorsa edizione, che ripropone un uomo pulito in completi classici se pur asimmetrici. I colori sono il blu, il grigio, il bianco e il beige. Le giacche sono scomposte e riassemblate come seguendo una filosofia orientale. Ha convinto lo scorso anno e convince ancora. Anche quest’anno i brividi sono stati molti e la moda regala sempre emozioni. A Its i sogni diventano realtà e la realtà a volte sembra un sogno.

di Enrico Matzeu

nella foto il vincitore di ITS#Nine Takashi Nishiyama con il vincitore di ITS#EIGHT Mason Jung

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By | 2010-07-19T20:04:02+00:00 19/07/2010|Categories: Panta Rei|0 Comments

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Enrico Matzeu
Direttore artistico di Taglia Corti. Scrive di moda, costume, design e tv per molte testate on-line e commenta la televisione ogni sabato su Rai Tre a TvTalk.