Josefa Idem, le due facce della medaglia

Qualche secondo a pelo d’acqua è sufficiente per farti campione, gli stessi veloci attimi nell’occhio del ciclone per veder sfumare per sempre il tuo traguardo. È la storia di Josefa Idem, 4 medaglie olimpiche, ma nemmeno due mesi da ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili. L’ex canoista azzurra di origini tedesche si è dimessa dal suo incarico governativo nella giornata di ieri, dopo un colloquio con il Presidente del Consiglio Enrico Letta.

La decisione dell’ex campionessa olimpica è maturata dopo diversi giorni di assedio mediatico, risultato delle rivelazioni pubblicate da ilfattoquotidiano.it lo scorso 19 giugno. La nota testata giornalistica aveva reso noti i documenti dell’accertamento anagrafico e dunque tributario del ministro, che facevano nascere dei dubbi sulla regolarità della sua condotta. “Come ministra – ha commentato in una nota – ho tenuto duro in questi giorni perché in tanti mi avevano detto che questi momenti fanno parte del ‘gioco’. La “persona” Josefa Idem, già da giorni invece, si sarebbe dimessa a causa delle dimensioni mediatiche sproporzionate della vicenda e delle accuse aggressive e violente, nonché degli insulti espressi nei suoi confronti”.

Quando sono salita dal Presidente Letta – prosegue il comunicato – avevo già maturato la decisione di dimettermi, ma ho comunque voluto condividere con lui l’attenta valutazione del quadro venutosi a creare ed esporgli la scarsa rilevanza di quanto imputatomi. Confermo quindi le mie dimissioni, augurando buon lavoro al Presidente del Consiglio, al quale rinnovo la mia più profonda stima”.

Josefa Idem mostra le sue medaglie olimpiche

Josefa Idem mostra le sue medaglie olimpiche

Josefa Idem aveva provato a ricucire lo strappo con la conferenza stampa convocata sabato pomeriggio a Palazzo Chigi, senza però riuscire a imbastire una difesa convincente. Il caso è nato per volontà del sindaco Pd di Ravenna Fabrizio Matteucci, che ha dato seguito all’interrogazione parlamentare di un consigliere Pdl. Le verifiche hanno condotto la Procura locale ad aprire un fascicolo contro ignoti. Si discutono il mancato pagamento di Ici e Imu e le violazioni amministrative su un presunto abuso edilizio relative a uno stabile che veniva fatto passare come seconda casa, nella provincia romagnola. L’accertamento è datato 11 giugno, e in pochi giorni si è trasformato in un muro d’acqua che ha travolto la stessa campionessa abituata a dominare il mare.

L’ex canoista azzurra, che era stata eletta in Senato come capolista del Pd in Emilia-Romagna e aveva vinto le primarie del Partito Democratico della provincia di Ravenna con 9.382 preferenze, subito dopo la fuga di notizie aveva ricevuto gli attestati di stima e di fiducia del premier Enrico Letta, che col passare dei giorni, però, ha dovuto chinare il capo alla pressione dell’opinione pubblica e dei mass media, oltre che all’instabilità delle tesi difensive della Idem. Quella che dovrebbe essere una casa, contiene al suo interno la palestra Jajo Gym, una struttura a uso personale secondo l’ex ministro tedesco, un’attività commerciale a tutti gli effetti a leggere le verifiche. Mancano anche gli ultimi quattro pagamento di Ici e Imu.

Un punto su cui sarà chiamata a rispondere Josefa Idem riguarda il pagamento dei contributi a carico del Comune di Ravenna. Confrontando i documenti, risulta che prima di essere riconfermata come assessore nel maggio del 2006, la Idem si era fatta assumere dal marito come unica dipendente dell’associazione Canoa Kayak Standiana, così da ottenere i contributi Inps dal comune subito dopo la rielezione.

Una serie di “intoppi” che hanno costretto l’ex campionessa olimpica a rassegnare le dimissioni, accolte da Enrico Letta, il quale ha commentato: “Ho preso atto della volontà irrevocabile del ministro Idem di rassegnare le dimissioni. Sono convinto che emergeranno rapidamente, e in tutta la loro limpidezza, la correttezza e il rigore morale che conosco essere fra i tratti distintivi di Idem e per i quali l’ho scelta e le ho chiesto di entrare far parte del governo. Spero che sia salvaguardata ora la vita privata sua e della sua famiglia“.

Se una medaglia al collo non fa di un campione una persona virtuosa, nemmeno un tonfo in acqua può trasformare una “persona onesta” (come si è definita la Idem) in un infuso di degrado e corruzione, ma è comunque capace di sbarrare una strada bramata. Le due facce della medaglia fanno parte degli eccessi del mondo sportivo e di quello politico italiano, il quale mentre isola Josefa Idem in un angolo buio, “in coro chiede a Silvio Berlusconi, già condannato a 13 anni, di restare“… “Perché?“, si domanda il senatore Pd Corradino Mineo su Twitter. La riposta, forse, non sta in un giudizio di merito, ma nel trovare quell’equilibrio in una realtà sociale e politica italiana strapazzata dagli strattoni delle numerose e irresponsabili forze politiche che hanno guidato finora il nostro amato Paese. Sport e politica sono anche le due facce della medaglia italiana.

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