Jugoschegge. Storie e scatti di guerra e di pace

Locandina S/paesati 2012

Venerdì 23 novembre, alle ore 18, è previsto un altro incontro sul tema delle migrazioni, promosso dall’associazione S/paesati.
Due decenni dopo l’inizio della guerra che ha frantumato la Jugoslavia, sette protagonisti del “prima” e del “dopo” – Mario Boccia, Paolo Rumiz, Ennio Remondino, Luca Rastello, Alessandro Gori, Roberta Biagiarelli, Silvia Maraone – raccontano i “loro” Balcani attraverso gli autori del libro “Jugoschegge. Storie e scatti di guerra e di pace”. Nascono così le sette riflessioni, aperte, ricche di spunti, a volte critiche o autocritiche, sguardi retrospettivi e al tempo stesso attenti all’attualità della Jugoslavia, che con il loro coinvolgimento hanno avuto modo di sviluppare uno sguardo “fino” su quelle vicende, per raccontare questa volta le “loro” percezioni, nel tentativo di capire che cosa hanno tratto da quell’esperienza, e che cosa ancora dovrà essere tratto, affinché non sia stata invano.

Completa l’opera una raccolta di fotografie a colori prese durante la guerra e poi riscattate due decenni dopo con le stesse inquadrature e messe a confronto, per raccontare gli estremi urbani di devastazione e ricostruzione, per mostrarle a chi non conosceva quei paesi, per mettere a confronto “il prima e il dopo”, dove il prima è diventata la guerra e il dopo è il presente di oggi, anch’esso da decodificare. E’ un confronto ma anche una ricerca del cambiamento.

All’incontro saranno presenti gli autori Tullio Bugari che si occupa di ricerca sociale, immigrazione e intercultura, autore di vari libri e due antologie dedicate alla nuova letteratura italiana scritta da poeti e scrittori di origine non italiana e Giacomo Scattolini, che ha pubblicato reportage su settimanali nazionali, ha collaborato a progetti di solidarietà nell’Ex Jugoslavia e ha fotografato la guerra in Croazia, Bosnia, Serbia, Kosovo, Kurdistan e continua a viaggiare nel sud-est d’Europa.

“Nell’estate del 1990 mia moglie e io abbiamo fatto un viaggio in Jugoslavia. Eravamo in moto, mia moglie non era ancora mia moglie e la Jugoslavia era ancora la Jugoslavia. A Banja Luka ho rotto una ruota; un meccanico ce l’ha riparata e ci ha chiesto se poteva fare una foto a suo figlio sulla moto. Era un bambino di cinque anni, solo questo siamo riusciti a dirci. Dopo ci siamo chiesti se fosse bosniaco musulmano, serbo o croato. Allora non sembrava importante. Soprattutto, ci siamo domandati che vita abbia avuto…”. (Massimo Cirri)

“Ho vissuto la guerra di Jugoslavia come la prova generale di una ‘balcanizzazione’ molto più ampia, che ritengo stia oggi attraversando anche l’Italia e l’intera Europa”. (Paolo Rumiz)

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By | 2017-02-12T16:31:02+00:00 22/11/2012|Categories: Cultura e spettacoli|Tags: , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.