La baby-Udinese si arrende alla concretezza del Catania

C’era in palio lo «scudetto delle provinciali», ovvero, più pragmaticamente, 3 punti di una certa consistenza in chiave europea. Ma se al provino più importante, l’aspirante rock-star si presentasse con il mal di gola, l’unica speranza sarebbe da affidare alla lira dorata di Apollo. Tuttavia, al «Massimino» di Catania il «dio del calcio» (Maradona, Mourinho o altri narcisisti del pallone non si sentano chiamati in causa…) non ha riempito le borracce degli uomini di Guidolin della soluzione magica bevuta nell’intervallo da Michael Jordan e compagni in Spaces Jam. Al contrario, dopo 45 minuti apprezzabili da parte dei friulani, il pragmatismo degli etnei è emerso alla distanza come un sommergibile in risalita. Danilo, capitano per l’occasione, e soci hanno alzato bandiera bianca dopo i tre colpi mortali di Gomez (2) e Lodi. Muriel ha reso meno amara la sconfitta, siglando il gol della bandiera nel finale.

Di Natale e Pinzi, due delle pesanti assenze di Catania

Di Natale e Pinzi, due delle pesanti assenze di Catania

LA PARTITA – L’Udinese schiera una delle formazioni più giovani mai viste sui campi della Serie A: tra centrocampisti e attaccanti nessuno è nato prima del 1990! Guidolin chiede ai suoi personalità e maturità, affidando il ruolo di guide spirituali a Danilo in difesa e Allan a centrocampo, nonostante la sua giovanissima età; in avanti, ogni speranza è affidata alla classe di Luis Muriel. Sull’altro versante, Maran, spinto più volte dai giornali sulla panchina friulana della prossima stagione, deve rinunciare a Spolli e Bergessio, ma può comunque contare su 3 giocatori d’offesa del calibro di Barrientos, Castro e, soprattutto, Gomez. I primi 45′ non regalano particolari emozioni agli spettanti: le squadre adottano la medesima strategia d’azione, ripiegando velocemente nei pressi della propria area non appena perso il possesso di palla, pronte a ripartire velocemente per sfruttare la velocità dei propri avanti. Al duplice fischio del direttore di gara, si contano pochi tiri in porta, e una marea di potenziali occasioni di gol, nelle quali la difesa ha sempre avuto la meglio.
Udinese e, in particolare, Catania si sono tenute il meglio per la ripresa. I padroni di casa approcciano alla seconda frazione con un piglio più determinato, e al primo piccolo tentennamento della retroguardia friulana puniscono: il disimpegno dei bianco-neri non è dei migliori, i siciliani scippano palla e in uno schiocco di dita sono nell’area di rigore di Brkic; a quel punto Gomez e Barrientos si inventano un uno-due funambolico che permette al Papu di spingere in rete l’1-0. Sebbene un undici così inesperto avrebbe potuto sciogliersi come neve al sole al vantaggio catanese, quella friulana è una squadra che ha ben appresso dal proprio allenatore valori come il coraggio e il sacrificio, e reagisce con fierezza, e anche confusione. La spinta degli ospiti dura fino a metà tempo, e produce qualche spiovente pericoloso e poco più, perché il Catania difende bene e appena ha qualche spazio è letale. Al 67′ l’Udinese ne deve concedere per cercare il pareggio, e allora gli attaccanti etnei vanno a nozze: Castro scrive l’incipit, Barrientos il corpo centrale, Gomez il gran finale! L’Udinese vorrebbe ancora lottare, ma pochi minuti più tardi arriva il colpo di grazia. Il mancino è quello di Lodi (5 gol stagionali su punizione, come lui solo un certo Andrea Pirlo), la deviazione, decisiva, è della barriera friulana. Brkic prova ad arrangiarsi, un po’ goffamente, ma il pallone si insacca: il 3-0 consegna un’importante vittoria al Catania. Nel finale i ritmi calano, e con esso anche l’attenzione dei padroni di casi, che concedono a Muriel l’1 contro 1 al limite dell’area, specialità di cui è maestro. Il gol del brasiliano conferma le sue capacità realizzative, limitate, allo stato attuale, dalla sua scarsa forma fisica, e concede all’Udinese l’onore delle armi.

L’immediato interrogativo sorto tra cronisti e appassionati è se quella di ieri fosse stata l’ultima chiamata europea. «Del doman non v’è certezza», professava a buona ragione Lorenzo De Medici, ma ieri, complice l’infermiera piena all’inverosimile, l’Udinese ha lasciato al «Massimino» una grossa fetta di speranze.

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By | 2017-05-21T12:15:33+00:00 17/03/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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