La bottega del caffè fassbinderiana

Ha debuttato martedì 1 novembre alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti, in prima nazionale, il nuovo spettacolo prodotto dalla Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, “Das Kaffeehaus” di Rainer Werner Fassbinder.

Fassbinder, autore tedesco, riscrisse la famosa commedia goldoniana del 1750 La bottega del caffè senza tradirne i sottotesti ma risaltandone la crudeltà, il cinismo, lo squallore dei personaggi. Venezia è dipinta a tinte foschi ed esaltata nel suo lato trash e materialista evocando in alcuni aspetti la desolazione, la miseria e la pochezza del genere umano. La caffetteria, das Kaffeehaus, si trasforma all’occorrenza in bisca e bordello, dove i protagonisti mostrano il loro incessante bisogno di denaro e dove il denaro spietatamente mostra le sue regole costringendo i personaggi a calcoli continui e ossessivi per trasformare gli zecchini in euro, dollari, sterline. In una società viziosa le vite umane dei vari personaggi si intrecciano fra loro come la trama di broccato che ricopre le pareti; sono futili, cinici, vogliosi, ricattatori e ricattabili allo stesso tempo, dipendenti gli uni dagli altri, incapaci di tessere rapporti umani, continuamente corrotti e strumentalizzati dal potere e dal denaro.

Veronica Cruciani, regista di punta nel panorama contemporaneo, mette in scena uno spettacolo d’eccellenza scoprendo lentamente la crudeltà delle persone nascosta sotto una patina di perbenismo e divertimento; magnifica l’interpretazione dei vari personaggi che scena dopo scena sottolineano le difficoltà quotidiane in cui qualsiasi cosa viene usata per andare avanti. Le scenografie, i costumi e il bellissimo gioco di luci fanno da contorno ad uno spettacolo che sostituisce alla frenesia settecentesca l’apatia del momento che corrode e disincanta, dove Goldoni e Fassbinder si trasformano in diavolo e acqua santa.

 

 

 

 

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