La dieta mediterranea è patrimonio Unesco, e aiuta il cervello

La dieta mediterranea è stata inserita lo scorso anno tra i patrimoni immateriali dell’Umanità, protetti dall’Unesco. Infatti è risaputo che si tratta di un regime alimentare sano, caratterizzato dalla varietà di cibi e  dalla compatibilità con l’ambiente. Da uno studio, durato circa 7 anni, e condotto dall’università spagnola di Navarra, emerge che l’aggiunta di alcuni ingredienti della dieta mediterranea all’alimentazione quotidiana potrebbe dare una marcia in più all’efficienza del cervello, fino a rallentare il declino cognitivo in età avanzata.

Come campione sono state prese 522 persone, uomini e donne, di età compresa tra 55 e 80 anni senza malattie cardiovascolari in atto, tutti con diabete di tipo 2 o almeno tre condizioni comprese tra pressione arteriosa elevata, alti valori di colesterolo e trigliceridi, sovrappeso, storia familiare di malattie cardiovascolari insorte precocemente o vizio del fumo, ed i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry.

La dieta mediterranea è patrimonio Unesco.

I pazienti sono stati distribuiti in tre gruppi, due dei quali hanno seguito i capisaldi della dieta mediterranea con grande consumo di frutta e verdura, legumi, frutta secca, pesce e frutti di mare, e moderate quantità di vino rosso. In un gruppo è stata aggiunta la frutta secca, mentre nell’altro olio d’oliva. Al terzo gruppo infine è stato chiesto di seguire un’alimentazione povera di grassi, come tipicamente raccomandato nella prevenzione di patologie cardiovascolari e ictus cerebrale. Dopo circa sette anni a tutti i partecipanti è stato sottoposto un test per verificare il livello di efficienza mentale, sono stati valutati parametri quali orientamento nel tempo e nello spazio, eloquio, abilità manuali e funzioni psichiche come memoria, soglia di attenzione e capacità di pensiero astratto. I risultati di questa ricerca suggeriscono un fattore protettivo della dieta mediterranea maggiore di quello di una dieta povera di grassi, ma potrebbero non essere applicabili alla popolazione generale, vista l’alta concentrazione di fattori di rischio cardiovascolare dei soggetti coinvolti.

Tuttavia la ricerca costituisce un ulteriore prova a favore del fatto che una dieta ispirata ai principi dell’alimentazione mediterranea sia efficacie anche che prevenire il declino delle funzioni cognitive associato con l’età.

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa