La fabbrica dei preti al Miela

Giovedì 9 febbraio ha debuttato per il ciclo altripercorsi “La fabbrica dei Preti”, primo spettacolo di un trittico trasferitosi dal Teatro Rossetti al Teatro Miela.

In scena Giuliana Musso, vicentina di nascita e udinese d’adozione, autrice e interprete, affronta il tema della dimensione umana dei sacerdoti durante gli anni Cinquanta e Sessanta che vivono in prima persona il cambiamento di un mondo caratterizzato da contraddizioni e rivoluzioni.
Nello spettacolo si intrecciano tre diverse forme di racconto: un reportage della vita nei seminari ispirato al racconto “La Fabriche dai Predis” di Don Pietrantonio Bellina, la proiezione di tre album fotografici e la testimonianza di tre uomini ormai diventati vecchi: un timido ex-prete, un ironico prete anticlericale ed un prete poeta/operaio. I temi principali dei loro racconti riguardano la loro vita più intima e privata della loro esperienza di uomini e di preti, dimostrando una commovente e sottile fragilità umana. Lo sfondo comune è quello della cultura cattolica in cui sono radicate la nostra etica, i nostri valori e con essi anche le nostre fragilità, i timori, le ipocrisie della vita.

La scenografia è essenziale ed efficace: schermi di proiezione, abiti maschili appesi tra i quali una tonaca, un vestito da sposo, una tuta da operaio; le musiche scritte invece da artisti noti come Tiromancino e Daniele Silvestri. Tutto studiato e curato nel minimo dettaglio.

Giuliana Musso, scrive nel suo sito «Ho il desiderio di un teatro che ci guardi negli occhi e che ci ascolti di una drammaturgia che nasca dall’indagine e trasferisca sulla scena la testimonianza di chi vive.» Qui, lei ha fatto esattamente ciò che ha scritto: interpretazione delicata, commovente, ironica, forte, insomma a dir poco perfetta.

Lo spettacolo è in scena fino a sabato 11 febbraio.

 

 

 

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By | 2017-02-11T17:20:36+00:00 11/02/2017|Categories: Magazine|0 Comments

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