La frutta del futuro? Grango e Frananas

Il nostro beniamino kiwiberry.

Stanchi delle arance che sanno di arance? Considerate le mele un frutto decisamente banale, checché ne dica Biancaneve?
Per voi amanti del colpo di scena, per voi che dopo aver visto qualche puntata di troppo di Masterchef vi sentite sempre più “dilusi” dai soliti “mappazzoni”, e anche per voi, che dopo aver letto Harry Potter non riuscite a togliervi la curiosità di assaggiare una di quelle caramelle Tuttigusti + 1, allora forse potreste essere soddisfatti da alcuni dei prodotti presentati alla fiera dell’agricoltura Fruit Logistica di Berlino.

La fiera tedesca ogni anno porta in scena l’impegno dei bioingegneri di tutto il mondo, che si sforzano ogni giorno di creare nuovi tipi di frutta e verdura da incrociando le caratteristiche dell’uno o dell’altro. Un buon impiego del proprio tempo insomma.

Quest’anno hanno spopolato i prodotti dai nomi buffi e dal colore accattivante, come l’irresistibile grango, un particolare tipo di uva che cresce in Spagna e che dovrebbe piacere ai bambini perché non ha semi e sa di mango. Forse i bambini avrebbero apprezzato un grappolo di cioccolatini, e non credo che sarebbero stati gli unici, ma solo il tempo ci darà la risposta. Sempre ai giovani fanciulli è dedicato il flower sprout, il “cavoletto a fiore” che non scuoce e non emana cattivi odori, nato grazie alla tenacia dell’inglese Tozer Seeds, che da ben 15 anni voleva con tutto se stesso creare una verdura che potesse piacere a tutti. Si spera che non sia stato tempo perso, e forse, anche in questo caso, l’aroma del cioccolato sarebbe potuto essere più funzionale allo scopo. Magari tra altri 15 anni…

Che ne dite invece del caviar lime: un frutto ottenuto utilizzando i “geni” di un agrume delle foreste pluviali, e che esiste già al gusto di lime e pompelmo. Pare che sia ottimo abbinato alle ostriche.
Tornando ai nomi accattivanti, in un supermercato del 2015 potreste trovare ad attendervi il papple, figlio illegittimo di una volubile pear, che ha ceduto al fascino di un’apple, cosa che è successa un po’ a tutti noi in questi ultimi anni. Poi, passando al bancone affianco a quello delle pere-mele (pele?, mere?), ecco che vi trovate a comprare un chilo di frananas, un ibrido tra le comuni e noiose fragole rosse, e quelle di una varietà cilena che dava ormai estinta da 300 anni; ma ora il colpo di scena: questo simpatico frutto ha la consistenza e il sapore di un ananas!

Alla Fruit Logistica di Berlino però, non sono mancati nemmeno i flop. Infatti il kiwiberry, un kiwi molto piccolo e senza peluria,  non è riuscito a conquistarsi il favore del pubblico poiché marcisce solo dopo 7 giorni dal momento in cui viene raccolto dalla pianta. Quale fato crudele per questo frutto dalle modeste dimensioni, ma pensiamo positivo: da qualche parte là fuori, un bioingegnere è lì che si sta già prodigando per creare l’esilir di lunga vita per il kiwiberry.

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By | 2013-03-08T11:09:21+00:00 08/03/2013|Categories: Mondo|Tags: , , , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.