La magia dei Procol Harum illumina il palazzetto dello sport di Pordenone

A 14 anni di distanza dall’ultimo tour e dal loro ultimo album in studio, i Procol Harum, la band britannica pioniera del prog-rock, torna in Italia e lo fa alla grande, con una verve rock che gli artisti di casa nostra possono solo sognarsi. A guidarli come sempre l’istrionico leader e fondatore del gruppo Gary Brooker: uniforme marinaresca d’ordinanza, voce calda e profonda, che non tradisce assolutamente l’età, e humour britannico, che nonostante i troppi stereotipi riesce a strappare qualche risata al pubblico tra una canzone e l’altra con goffi tentativi di parlare in italiano. La tappa di Pordenoni (per dirla con l’accento del cantante) è la seconda delle tre che la band farà in Italia in questi giorni per celebrare i 50 anni di carriera (o, per usare le parole di Brooker, il cinque decado ano) con un nuovo album, Novum, molto apprezzabile, soprattutto nell’esibizione dal vivo, pur essendo il primo in cui la band non si è avvalsa del loro storico paroliere Keith Reid. Un tour che si prospetta lungo e faticoso e che farà girare non poche città alla band, che, ironizzando sui problemi che può creare questo stile di vita a chi ha superato la soglia dei 70, ha esordito sul palco salutando il pubblico con “we are happy to be here wherever we are“. Il pubblico ha potuto godere di una performance energica, calda e soprattutto rock, in cui la band ha alternato le tracce del nuovo album con alcuni dei loro più grandi successi, concludendo immancabilmente con la splendida A whiter shade of pale, loro primo singolo e più grande successo risalente a quel lontano 1967 in cui debuttarono sulle scene dominando sin da subito le classifiche. All’interno del palazzetto molte coppie senior abbracciate come ragazzini innamorati sulle dolci note dei più grandi successi della band, ma sorprendentemente anche ventenni, più composti e riflessivi rispetto al pubblico più maturo.

 

Qui di seguito la scaletta completa dell’evento, in cui le canzoni sono quasi sempre state presentate da Brooker con aneddoti personali e labili agganci all’attuale politica internazionale:

  1. I told on you (tratta da Novum, 2017)
  2. Pandora’s box (tratta da Procol’s Ninth, 2017)
  3. Man with a mission (tratta da The Prodigal Stranger, 1991)
  4. You can’t say that (tratta da Novum, 2017)
  5. Sunday morning (tratta da Novum, 2017)
  6. As strong as Samson (tratta da Exotic Birds and Fruits, 1974)
  7. Business man (tratta da Novum, 2017)
  8. A salty dog (tratta da A Salty Dog, 1969)
  9. Fires (tratta da Grand Hotel, 1973)
  10. Last chance motel (tratta da Novum, 2017)
  11. Homburg (tratta da Procol Harum, 1967)
  12. Shine on brightly (tratta da Shine on Brightly, 1968)
  13. Neighbour (tratta da Novum, 2017)
  14. Grand Hotel (tratta da Grand Hotel, 1973)
  15. Conquistador (tratta da Procol Harum, 1967)
  16. The only one (tratta da Novum, 2017)
  17. A whiter shade of pale (tratta da Procol Harum, 1967)

Dopo Milano e Pordenone, i Procol Harum saranno a Roma il 9 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, se passate da quelle parti, vi consiglio di non perderveli!

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By | 2017-10-08T17:31:02+00:00 08/10/2017|Categories: Cultura e spettacoli, Focus on (Magazine), Magazine, Musica, Novità Discografiche|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su La magia dei Procol Harum illumina il palazzetto dello sport di Pordenone

About the Author:

Traduttore (di Football Manager, ma anche di cose più serie), germanista, ex scout (ma "scout una volta, scout per sempre"), ama guidare l'auto ma anche spostarsi in bicicletta e fare trekking in montagna. Appassionato di astronomia, calcio, formula 1 e soprattutto di musica. Per radioincorso.it conduce Tribute, cura maniacalmente la scelta musicale dei programmi che lo vedono in conduzione, ha un debole per i programmi tematici e recensisce concerti, ma dei gruppi che piacciono a lui perché il suo motto è #SomeSongsAreBiggerThanOthers