La morte del sogno americano

Mercoledì 15 febbraio, nella Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti, ha debuttato Morte di un commesso viaggiatore di e con Elio De Capitani.

Uno spettacolo potentissimo, da un ritmo frenetico che non lascia allontanare gli occhi dall’azione scenica.

Willy Loman è una delle vittime del sogno americano: il protagonista ha sempre vissuto con l’obiettivo di eccellere, di essere il numero uno e di farsi tanti soldi. Per tanto, il fallimento, il non riuscire nell’impresa rappresenta la peggiore delle sconfitte. Per questo Willy catapulta se stesso e tutta la sua famiglia in una continua menzogna, una continua costruzione della sua vita in cui lui ha estremo successo nella vita lavorativa e i figli Biff ed Happy sono rispettivamente un campione e un pezzo grosso di una ditta di vendite. L’unica a non celarsi dietro le apparenze è la moglie Linda che si dimostra esattamente per quel che è: una donna, una moglie e una madre caratterizzata da un’estrema umanità che farebbe qualsiasi cosa per i suoi uomini. In questo modo il protagonista proietta sui figli grandi aspettative rendendoli, però, infelici e incapaci di trovare la loro strada.  Anche nel momento in cui Willy si renderà conto che, in realtà, i suoi ragazzi non hanno niente, cercherà comunque di riscattarli compiendo un gesto estremo.

Il testo di Arthur Miller denuncia una società sempre più consumistica in cui valgono soltanto le cose che si possono vendere colpendo gli spettatori con un testo costruito sulla finzione e sulle bugie ricordandoci che il dramma degli anni ’50 non è poi così tanto distante da noi.

«Il senso ultimo del nodo culturale ed esistenziale che avviluppa il nostro paese non è l’apparenza, il far finta, ma l’intreccio tra far finta e sopravvivere, l’intreccio tra noi e il bisogno di sognare qualcosa di diverso: sognare noi, ma diversi da quello che siamo e sognare un mondo diverso da quello che è»

Elio de Capitani

Gli attori che compongono lo spettacolo sono eccellenti ed estremamente partecipi alla vita e alla sofferenza di ciascun personaggio come se avessero vissuto in prima persona questa tragedia; essenziale è anche la scenografia cangiante di Carlo Sala.

Oggi, giovedì 16 febbraio alla Sala Bartoli, si terrà un incontro di approfondimento condotto da Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia.

Lo spettacolo andrà in scena fino a domenica 19 febbraio.

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