La nuova frontiera dei trapianti: organi artificiali

La rivoluzione dei trapianti d’organi è iniziata con la possibilità di stampare tessuti biologici in 3D.

La Princeton University ha creato un orecchio capace di captare le onde radio.

Alla Princeton University è stato creato un prototipo di orecchio bionico capace di captare le onde radio, rendendo quindi possibile ascoltare qualunque trasmissione radiofonica, compresa la musica. Il padiglione auricolare è stato ottenuto stampando un gel acquoso contenente cellule insieme ad un polimero conduttore infuso di nano-particelle di argento. Successivamente si è modellato del tessuto cartilagineo intorno a una piccola antenna a spirale collegabile a un ricevitore. Un’antenna appropriata potrebbe venire collegata ad elettrodi come quelli che vengono inseriti nell’orecchio in caso di sordità profonda, sostituendo così le protesi esterne necessarie al momento.

“Già in precedenza sono state suggerite strategie per connettere e interfacciare materiali elettronici con materiali biologici ”, spiega Michael McAlpine, responsabile dello studio, “ma noi suggeriamo un nuovo approccio a tre dimensioni, in cui elettronica e biologia vengono sviluppate e interconnesse in maniera sinergica”. Come ha aggiunto David Gracias, professore associato alla John Hopkins University e co-autore della pubblicazione, superare i problemi dell’interconnessione tra materiali biologici ed elettronici rappresenta la nuova frontiera per la creazione di protesi funzionali e piccoli impianti.

Gli occhi artificiali della Fripp Design saranno accessibili a tutti.

Si parla invece di occhi artificiali resi accessibili ad un costo inferiore nello studio congiunto della Manchester Metropolitan University con la Fripp Design and Research.

L’attuale processo per creare un occhio artificiale è lento e dispendioso. Le protesi sono realizzate e dipinte a mano, con una lista di attesa di almeno un paio di mesi, e il prezzo è intorno ai 3500 euro.

Il metodo proposto invece dalla Fripp Design prevede la realizzazione di un’immagine digitale dell’occhio, da cui viene poi stampato un modello 3D utilizzando una resina artificiale. In questo modo i tempi di lavorazione vengono abbattuti e si può assicurare un prodotto finale senza imperfezioni. Gli occhi stampabili saranno disponibili in tre diverse taglie, e anche se è prevista la produzione in lotti, sarà possibile la massima personalizzazione: dalla definizione dell’iride fino ai più piccoli vasi sanguigni e al colore, la protesi sarà il più simile possibile all’occhio del paziente. Il prezzo finale della protesi oculare si aggira sui 100 euro.

Concludiamo parlando del cuore artificiale della compagnia francese Carmat, che dopo 15 anni di ricerca è pronto per la sperimentazione su uomo.

Per ottenere il via libera alla sperimentazione umana il cuore artificiale doveva dimostrarsi capace di pulsare 35 milioni di volte all’anno, per 5 anni, senza incepparsi. Per questo gli scienziati hanno cercato una risposta nella tecnologia aerospaziale, nota per mirare alla resistenza e compattezza dei prodotti.

È così iniziata la collaborazione con l’agenzia aerospaziale Astrium. Il portavoce della Astrium, Matthieu Dollon, ha così commentato “Lo spazio siderale e lo spazio interno del corpo umano hanno molto in comune. Entrambi presentano ambienti complessi e difficilmente accessibili. Quando siamo nello spazio non è contemplato il fallimento e non è possibile fare manutenzione sul posto. Se un componente si rompe non possiamo semplicemente andare a ripararlo. Lo stesso vale per il corpo.”

Il cuore artificiale della Carmat combina materiali sintetici e biologici, monitorandone lo stato con sensori che rilevano l’intensità dello sforzo del paziente e regolano la gittata di conseguenza.

Il termine della sperimentazione in Francia è previsto per la fine del 2014, con la speranza di ottenere l’approvazione per la sperimentazione nel resto dell’Unione Europea nel 2015.

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