La Palestra al Verdi di Pordenone

La scuola, il branco, il bullismo… e poi la famiglia, nel nome della quale ogni senso di giustizia svanisce e rimane l’unico altare a cui si deve sacrificare ogni cosa: è ciò che accade ne La palestra, spettacolo che inchioda lo spettatore alla sedia, in arrivo al Teatro Verdi di Pordenone, portato dalla Compagnia Veronica Cruciani, venerdì 20 febbraio 2015, alle 20.45. Sul palco ritorna Arianna Scommegna (Premio Ubu 2014 come miglior attrice e Premio Hystrio 2011), che da 15 anni «ha saputo imporsi – così fra le motivazioni dell’ultimo riconoscimento – non solo grazie al suo forte temperamento, ma anche e soprattutto perché capace, grazie a un impressionante ventaglio di registri espressivi, di recare a ogni suo personaggio qualcosa di struggentemente personale».

La palestra è un’opera dove la dura realtà di ogni giorno, con le notizie di cronaca dei giornali, bussa alla porta di ognuno degli spettatori. Quella di Giorgio Scianna è una storia che rimane addosso e dalla quale si ha voglia di scappare al tempo stesso. È la rappresentazione del lato oscuro della società, dell’ambiente, di noi stessi, è un processo doloroso che ci mette in discussione. E la regia di Veronica Cruciani è fondamentale per dar vita a questo testo studiato nei minimi dettagli che porta in scena uno dei più grandi problemi di oggi, il bullismo. Il dramma è attuale, spietato, coinvolgente. Ci mostra come gli adulti possano diventare branco per difendere i propri cari. Ma proteggendo i loro figli sono loro, i genitori, a commettere l’abuso più grande: li condannano all’impunità dei propri gesti, impedendo così a quei ragazzi di diventare degli adulti consapevoli e maturi.

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