La poesia di Chaplin al Bobbio

In un freddo venerdì sera di gennaio il Teatro Bobbio scalda il cuore con la poesia di Charlie Chaplin; “Luci della ribalta” per la prima volta al mondo entra a teatro e lo fa piano piano quasi in punta di piedi ma lasciando un’impronta indelebile nel pubblico in sala.

Londra 1914. Calvero, interpretato da Antonio Salines, è un vecchio povero clown dai modi gentili e dai vestiti eleganti che non riesce più a far ridere e divertire il pubblico, dimenticato da tutti si consola con l’alcol mantenendo sempre la leggerezza e la spensieratezza di un tempo; un giorno per caso salva la vita a Teresa, Marianella Bargilli, una ballerina un po’ sfortunata che ha perso momentaneamente l’uso delle gambe a causa di una febbre reumatica.
Teresa è triste, infelice, vittima di se stessa, incapace di guardare al suo futuro con positività e vede nel suicidio l’unica soluzione ai suoi problemi; l’incontro con Calvero, che l’accoglie in casa e la fa sentire protetta, le infonderà nuova fiducia nelle sue capacità e nella vita portandola al grande successo che le mancava.

«La vita è meravigliosa, se non se ne ha paura.
Tutto quel che ci vuole è coraggio, immaginazione e un po’ di soldi»

Luci della ribalta è una storia commovente, dolce, malinconica e piena di sentimento ma anche doppia sia per l’intreccio fra le vicende dei due personaggi sia per i temi affrontati: la vita e la morte. Il successo di Teresa porta con sé l’ultima esibizione teatrale di Calvero davanti al suo amato pubblico; uno spettacolo che si trasforma in poesia, che parla di amore, felicità, umanità, sensibilità e che unito alla bravura degli attori resta scolpito nel cuore e nella mente lasciando difficilmente indifferenti gli spettatori a fine serata.

 

 

 

 

 

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