La sordità è un silenzio pieno di suoni

Il Politeama Rossetti è uno dei pochi teatri italiani che ha deciso di rischiare inserendo nel proprio cartellone altripercorsi il delicato spettacolo Figli di un Dio Minore, diretto da Marco Mattolini e prodotto da a.Artisti Associati e Officine del Teatro OTI, con la collaborazione dell’Istituto Statale per Sordi di Roma.

Figli di un Dio minore di Mark Medoff è molto più di uno spettacolo, è un progetto importante e unico nel suo genere, un’avventura che porta per la prima volta sui palchi dei più importanti teatri italiani attori sordi. Lo spettacolo racconta di James Leeds, giovane insegnante logopedista in un istituto per sordi, molto creativo e i cui metodi di insegnamento anticonvenzionali non piacciono al direttore che lo osserva perplesso nel suo rapporto empatico con gli allievi. Nell’istituto c’è Sarah Norman, una giovane donna, molto intelligente e sorda dalla nascita che vive e lavora all’interno della struttura facendo la cameriera e le pulizie. Sarah ha un carattere forte: è introversa e si sente al sicuro nel suo mondo fatto di silenzio, rifiutando così di parlare perché sa di non poterlo fare bene come gli altri non avendo mai sentito il suono della voce umana, ma si rifiuta anche di usare la lettura delle labbra, sebbene la conosca, esprimendosi solo attraverso la lingua dei segni. Leeds però non si arrende e, forse proprio per questo, Sarah e il giovane finiranno per innamorarsi.

La scenografia è essenziale, si compone durante la messa in scena e si trasforma creando le diverse ambientazioni della storia. La musica segna le differenze e, al tempo stesso, diventa lo strumento di comunicazione fra il mondo degli udenti e quello dei sordi, due realtà che non sono così distanti ma si trovano, anzi, una affianco all’altra.

Figli di un Dio Minore è una grande occasione per il teatro italiano, un confronto fra mondi e modi comunicativi completamente diversi; è il primo spettacolo creato al tempo stesso sia per un pubblico di sordi, ai quali solitamente è precluso il teatro “tradizionale”, sia per gli udenti . Strepitosi gli attori Giorgio Lupano e Rita Mazza, che hanno raccolto tantissimi applausi sia rumorosi sia silenziosi (ovvero con le braccia alzate verso l’alto e le mani che ruotano velocemente a destra e sinistra quasi fossero farfalle). Ci sarebbe ancora molto da scrivere e approfondire, potremmo scoprire che guardando con interesse alla diversità non faremmo altro che arricchirci. Quello che più resta e colpisce però è che «la sordità non è il contrario dell’udito, è solo un silenzio pieno di suoni».

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By | 2016-01-21T10:14:38+00:00 21/01/2016|Categories: Magazine|Tags: , , , , , |Commenti disabilitati su La sordità è un silenzio pieno di suoni

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