Le 10 canzoni per un Natale alternativo

 

Le feste sono ormai alle porte, siamo tutti più stressati e terrorizzati da quello che ormai sappiamo di dover affrontare nei prossimi giorni. A divertirsi davvero durante le feste sono solo i bambini, che ci credono davvero e che vengono lasciati nella loro beata e ingenua ignoranza finché non raggiungono un’età (solitamente tra i nove e i dodici anni) considerata sufficientemente adulta dai genitori, in cui sono costretti ad affrontare la realtà: il Natale non è solo regali, magia e meraviglie; ci sono anche i parenti, le tradizioni e quella voglia di star per forza bene tutti insieme, che non c’entra nulla con il sincero affetto che naturalmente tutti proviamo per la famiglia, che negli altri 364 giorni ti insegnano a chiamare ipocrisia ma che in queste meravigliose giornate devi chiamare “Spirito del Natale”. Come superare questi momenti? Da sempre la musica anche a Natale ci viene in soccorso (no, non il cd di Natale che sentite a loop in negozi, bancarelle e casa della zia nostalgica) ecco qua alcuni brani che vi possono aiutare i principali momenti problematici del prossimo Natale.

 

1 Per entrare nello spirito giusto:

Prima di tutto bisogna immergersi nel colorato e scintillante mondo del Natale e delle sue luci, negozi odori e sapori, amore reciproco e gioia autentici e sinceri quanto un Babbo Natale che beve Coca Cola e quale modo migliore se non quello della saggezza popolare che ci ricorda sempre “Natale con i tuoi..” e per questo ci viene in soccorso anche Elio e le storie Tese (ft. Graziano Romani) con

Christmas With The Yours

 

2 Pensare ai regali:

Magari bastasse solo pensare ai regali, probabilmente non c’è invece attività fisica più eseguita a dicembre, alla faccia del “è solo un pensiero”, appunto. Io ho persino delle amiche (non me ne vogliano) che per ovviare allo stress di fare spese pensano bene di confezionare a mano tutti i loro regali, consumando così il triplo delle energie e raddoppiando l’ansia rispetto a chi prende tutto in un grande magazzino.
Comunque, che siate come me zombie che cercano le cose in offerta il giorno prima o artigiani come le mie amiche, perdonatemi ma, da quando ho cinque anni, a me viene sempre in mente questa scena suggeritaci da Tim Burton nel suo Nightmare Before Christmas

Far Natale

 

3 Svegliarsi il giorno del cenone:

Fa freddo, si ha fame, c’è l’obbligo di stare in famiglia tutto il giorno per “dare una mano” (leggi: fare tutto quello che gli altri non hanno voglia di fare) e bisogna prepararsi mentalmente per l’arrivo de (o per il viaggio verso) i parenti. Come tutte le mattine non si ha voglia di parlare con nessuno ma inspiegabilmente gli altri sono costantemente alla ricerca di una vostra opinione, riguardo ai regali, ai biglietti, ai nastri, al la tovaglia, all’albero, al regalo per la nonna della cognata…se non siete maestri nella meditazione Zen o non possedete un macchinario simil-Matrix che vi possa portare in una grande stanza vuota (non chiedo di più) uno strumento utile può essere Merry Christmas (I Don’t Want To Fight Tonight) dei Ramones, possibilmente ad un volume superiore a quello degli esseri viventi.

 

4 Prepararsi/preparare la casa:

Niente, vi han fregato, succede ogni volta. Utilizzando qualche ricatto morale (la nonna ha una certa età) o psicologico (ci vuoi andare a Capodanno con gli amici vero?) vi trovate a fare mansioni che non avreste mai pensato: infornare biscotti, passare l’aspirapolvere, persino rifare il vostro letto, abilità che avete acquistato solo nel caso i genitori della vostra futura consorte (o una SWAT) entrino a casa vostra. Per fortuna la vergogna sociale può essere alleggerita imponendo alla famiglia in cambio del vostro insostituibile ausilio il passaggio in filodiffusione (o nell’impianto domestrico, più comodamente) di Carol of the Bells, la famosa canzone natalizia, solo che la versione la sceglierete voi:

Metallica – Carol of the Bells

 

5 La Santa Messa:

Per chi ci va ancora o per chi la deve sentire sul canale sintonizzato alla diretta del Pontefice, ma trova poco coinvolgenti certe caratteristiche di questa datata espressione liturgica, tutto ciò che serve è trovare altre due persone con cui condividere lo stesso sentimento e allenarsi ad accompagnare l’omelia come i Cluster hanno accompagnato il Dominus Vobiscum di Ratzinger, specialmente dopo il minuto 00:38

Cluster feat. Ratzinger – “Dominus Vobiscum”

 

6 Il cenone/pranzo di Natale:

arrivano tutti, arrivano troppi ma almeno si mangia. il Pasto natalizio mette in luce la debolezza dell’animo umano, migliaia di buoni propositi demoliti da un profumo e da un buco nello stomaco, che si tratti di ragazze ed amore, o di tacchino e fame. Ma è Natale e anche Mariah Carey in fondo cantava All I want for Christmas is Food. Non ci credete? Ecco la prova:

 

7 I Bambini:

Tutti amano i bamibini. Nelle foto dei post di Facebook. Dal vivo li amano molto meno, e per molto meno tempo. La Benetton e Anne Geddes hanno costruito una fortuna basandosi sul fatto che i bambini in quelle foto non piangono, non urlano, non digeriscono ma nemmeno si muovono; facile così volergli bene. I vostri cugini/fratelli/nipoti/vicini si muovono anche troppo, parlano continuamente e, come i gatti, meno li calcolate più vi trovano affascinanti e vi seguono ovunque per giocare con voi. Ecco un consiglio sperimentato per gestirli in maniera pratica e legale: mostrate loro il prossimo video finchè non lo adoreranno (non ci vorrà molto) e poi incoraggiateli a reinterpretarlo in una recita live per i nonni; questo dovrebbe tener buoni loro per un paio d’ore (e i nonni, dopo per almeno trenta minuti).

The Muppets: Ringing of the Bells

 

8 I momenti conviviali:

Qui si varia da famiglia a famiglia. C’è chi gioca a tombola, chi a Poker, chi a palle di neve e chi a Halo, poco importa, se tutta la famiglia è coinvolta bisogna darsi la carica (anche per combattere l’abbiocco post 15 portate e il terzo panettone aperto proprio davanti a voi). Let it snow è meravigliosa cantata da Sinatra, ma in questo caso aiuta di più se è la versione dei Twisted Sisters.

 

9 La nostalgia:

C’è sempre. Inizia appena finiscono le vacanze l’anno prima, e aumenta di ferocia col passare degli anni. Per sconfiggerla ci sono molti modi, dall’alcool alla lacrima, personalmente, essendo cresciuto negli anni ’90 (e se i miei calcoli non sono sbagliati, anche la maggior parte di voi) e quando è Natale e non ci sto dentro, ascolto gli Articolo 31.

E’ Natale (ma io non ci sto sto dentro)

 

10 Il VERO significato del Natale:

Scherzi a parte, sarebbe carino ricordarsi ogni tanto che già solo per aver la possibilità di utilizzare un computer siamo parecchio fortunati e che l’opulenza natalizia, forse per noi esagerata e nauseante, viene bilanciata dalla totale assenza di ricchezza del Natale in certi luoghi in cui alcuni bambini non ricevono alcun regalo, perché, evidentemente, come dice anche Your Favourite Martian Babbo Natale odia i bambini poveri.

Santa Hates Poor Kids

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By | 2014-12-23T10:20:09+00:00 23/12/2014|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Studia musica al Conservatorio Tartini e all'Università di Pavia e si rende conto che più si studia la musica meno ci si sente preparati a parlarne. Francamente non lo trova affatto giusto.