Le 10 migliori città per uno studente

Quali sono le migliori città dove poter studiare? Quali le opportunità che offrono agli studenti?

Ce lo dice la Quacquarelli Symonds – una società britannica che si occupa di istruzione all’estero e che ogni anno stila la classifica delle migliori località dove può vivere (e studiare) uno studente. I criteri utilizzati non si limitano a descrivere la bellezza di una città o il livello d’istruzione, ma tengono conto anche di quanto siano ambite dagli stessi studenti, di quali prospettive lavorative offrono e della qualità della vita. Delle cinquanta selezionate una sola è italiana: Milano, che si posiziona al 36esimo posto.

Ecco invece le prime dieci posizioni della classifica generale:

1. Parigi – Francia

2. Melbourne – Australia

3. Londra – Regno Unito

4. Sydney – Australia

5. Hong Kong – Cina

6. Boston – U.S.A.

7. Tokyo – Giappone

8. Montreal – Canada

9. Toronto – Canada

10. Seoul – Corea del Sud

Se andassimo a visualizzare le singole categorie, però, le cose cambiano: la città più ambita è Toronto, quelle che offrono più prospettive lavorative sono Londra e Boston, e le due città dove si spende meno sono Città del Messico e Taipei. Milano entra nella top ten solo nell’Employer Activity.

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L’opinione di chi scrive. Questa classifica, come spiegato sopra, si basa su dati e statistiche che difficilmente possono essere controbattuti. Tuttavia, le prime dieci classificate sono città abitate da milioni di cittadini (eccetto Boston che ne ha circa 650 mila) e questo può essere un punto di partenza per una breve riflessione. Non credo infatti che il binomio grande città – università d’eccellenza sia sempre valido. Personalmente ho sempre cercato di evitare le metropoli perché mi danno la sensazione di luoghi che ti travolgono, dove se non riesci a tenere il passo di chi ti sta attorno sei finito, dove la competizione è altissima e le aspettative nei tuoi confronti sono spesso esagerate.

Vivere e studiare in una città più piccola ha i propri vantaggi, non da ultimo un più facile (ma non per questo scontato) contatto con i professori. Trieste è una di queste e non è un caso che il Times Higher Education la posizioni tra le migliori università italiane (seconda solo a Milano Bicocca). In fatto di internazionalità le potenzialità non mancano. Ergendosi sull’Adriatico, a stretto contatto con Croazia, Slovenia e Austria, le relazioni con l’estero sono invidiabili. Inoltre, Trieste attira studenti anche dal resto del mondo. Lo abbiamo visto all’International Day dove ragazzi provenienti da decine di paesi diversi hanno presentato le loro università.

Tuttavia, chi scrive ha studiato anche a Cracovia, e non può fare a meno di menzionarla. La città polacca ha una storia tanto tragica quanto affascinante da raccontare, vanta la seconda università più antica d’Europa (la Jagellonian University) e gode di un flusso continuo di studenti che arrivano in autunno per lasciare spazio ai turisti d’estate. Il centro città (del quale potete ammirare sopra la piazza principale) è circondato da un parco che nelle mezze stagioni si tinge di mille colori, i mezzi di trasporto sono efficienti e il costo della vita è veramente basso (un abbonamento per tram+bus costa 45€ per un intero semestre). I locali, infine, sono uno più diverso dall’altro: si va dall’English book store alla discoteca più tamarra, dall’osteria nella vera tradizione polacca al jazz club più americano. Che sia Parigi o Cracovia però non c’è niente da fare. L’unico modo per capire quale sia la città più adatta allo studio sta nel provare di persona. In fondo le mie sono solo opinioni, quelli della Quacquarelli Symonds dati di fatto.

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By | 2014-11-26T15:59:51+00:00 26/11/2014|Categories: Magazine, Università|Tags: , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.