Le armi segrete dei nazisti: zanzare e bombe a LSD

Nel 1942 Heinrich Himmler fece aprire un laboratorio di entomologia nel campo di concentramento di Dachau, nel sud est della Germania. Ufficialmente lo scopo era quello di studiare parassiti, come pidocchi e pulci, che creavano non pochi problemi per i soldati tedeschi. Quando però si parla di nazisti abbiamo imparato che non bisogna mai fermarsi alle notizie ufficiali. Uno studio recente rivela infatti che avveniva molto di più in quell’istituto.

Heinrich Himmler fu uno degli uomini più potenti della Germania nazista. Ricoprì diverse cariche, da comandante delle SS a ministro dell’Interno.

Il dottor Klaus Reinhardt dell’Università di Tübingen suggerisce che lì siano state condotte ricerche per verificare la possibilità di usare le zanzare per diffondere certe malattie, come la malaria, tra le schiere nemiche. L’esistenza di un programma di ricerca di guerra batteriologica nella Germania nazista è supportata dal ritrovamento delle lettere dello scienziato a capo di questa unità di ricerca, Eduard May. Un rapporto datato “23 settembre 1944”, classificato top secret, parla del progetto “Anopheles” (un genere di zanzara). Nel rapporto si legge di studi condotti dagli scienziati nazisti per verificare se sia davvero possibile provocare un’infezione di massa di malaria e come si potrebbe rispondere ad un eventuale attacco. Gli studi di May erano focalizzati su come mantenere in vita le zanzare per diversi giorni senza cibo né acqua e se fosse possibile impiegarle come armi, liberandone grossi sciami dagli aerei in volo. Alla fine del rapporto si procede anche ad allargare tali studi ad altri insetti dannosi per gli uomini.

Le ricerche estreme degli scienziati nazisti non cessarono con il crollo del Reich, tanto che si calcola che furono fino a 1600 gli ex nazisti che gli Stati Uniti furono più che pronti ad accogliere nei loro laboratori in previsione della guerra totale contro l’URRS.

Nei giorni che seguirono la resa della Germania, l’esercito americano approntò con grande velocità Camp King, un centro di detenzione per gli scienziati nazisti e le loro famiglie, vicino a Francoforte. A questi scienziati venne offerta l’amnistia per ogni reato se avessero accettato di trasferisrsi negli Stati Uniti per lavorare alla realizzazione di nuove armi. Non è difficile immaginare quale scelta abbiano preso i nazisti, tanto che fra i “convertiti” si contano anche Walter Schreiber, ex ministro della Sanità del Terzo Reich, e il suo ex vice Kurt Blome, che aveva partecipato a ricerche sulle armi batteriologiche.

Fra le armi da impiegare contro i Russi, la CIA, nata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, mostrò particolare interesse per l’LSD militarizzato. Originariamente questo allucinogeno era stato concepito come ingrediente di bombe da sparare contro il nemico per far perdere il controllo ai soldati, senza però doverli uccidere. La CIA ne immaginò anche un uso sui prigionieri catturati, per manipolare le loro menti durante gli interrogatori. Nacque così il progetto top secret “Bluebird”, che ipotizzava il ricorso all’Lsd “militare” nel controspionaggio, ovvero per fare il lavaggio del cervello alle spie sovietiche e cancellare ogni ricordo di conversazioni avute con gli agenti americani e dei segreti che avrebbero potuto rivelare.

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By | 2014-02-26T13:03:10+00:00 26/02/2014|Categories: Mondo, Scienza&Ricerca|Tags: , , , , , , , |0 Comments

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