Le Donne inquiete in mostra a Trieste

“Poesia Visiva”, Fiorella Bologna.

Trieste diviene una città di confessioni per le donne che hanno preso parte al progetto “Donne Inquiete. Geografia e Identità 01”, che partirà venerdì 22 marzo con una mostra che occuperà tutta la città.

Una ventina di artiste contemporanee
provenienti da diverse regioni italiane raccontano la propria identità geografica attraverso le forme, le tecniche e i contenuti che caratterizzano la propria produzione artistica, dialogando con luoghi significativi della città – la Stazione Ferroviaria, la Cappella della Stazione, la Camera di Commercio, l’Orto Botanico, il Museo del Mare, il Museo di Storia Naturale e la Biblioteca Civica – tessendo inedite stratificazioni tra spazio e tempo.
Ridisegnare i luoghi storici con lo spirito del presente, all’insegna di una dialettica tra tradizione locale e contemporaneità, aprendosi all’altro da sé senza rinunciare all’impronta individuale della propria origine e della propria memoria: questo è il filo conduttore del progetto “Donne Inquiete. Geografia e Identità 01” al via a Trieste nell’ambito dell’iniziativa a cura della Provincia di Trieste “Primavera di donne”, laddove 01, indica la prima tappa di un percorso di arte diffusa che si svilupperà da marzo a ottobre, ideato e curato dall’architetto Beth Vermeer. Protagoniste di questa prima tappa, che durerà fino al 24 maggio, sono: Fiorella Bologna, Lucia Della Valentina, Anna Maria Di Terlizzi, Marcella Gallotta, Federica Gonnelli, Rossana Gallo, Gloria Pastore, Silvana Scarpa, Laura Stor, Adriana Torregrossa, Marisa Tumicelli, Rossella Paolini, Linda Mongelli e le vincitrici del Premio Vivaldi Antonia Trevisan, Marilena Faraci-Stangier, Margherita Mauro e Leda Martari, rappresentative di Liguria, Toscana, Puglia, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Piemonte.

Spaziando da installazioni ambientali e fotografiche alla scultura, dalla pittura agli assemblages, dai video alla poesia visiva, i loro lavori creeranno connessioni tra esperienze differenti e costruiranno linguaggi comunicanti, sperimentando nuovi orizzonti, operando trasformazioni attraverso atti creativi. Questo processo vuole stimolare il cittadino o il turista a diventare un flaneur, un gentiluomo, attraverso un percorso che fa dialogare siti pubblici e privati, come la stazione, palazzi ottocenteschi e musei scientifici, con l’universo dell’arte contemporanea.

La mostra diffusa prenderà il via venerdì 22 marzo alle 16 alla stazione di Trieste con il saluto delle autorità e le letture sceniche a cura delle Muse Orfane, che intrecceranno trame poetiche e letterarie attorno ai percorsi geografici tracciati dalle artiste, ampliandone i confini. Sabato 23 alle 17 nell’atrio della Camera di Commercio, ci sarà invece la vernice dell’esposizione di Silvana Scarpa.

“Immagine onirica tecnica mista su tela”, Silvana Scarpa.

“Donne Inquiete. Geografia e identità”, che nel progetto complessivo coinvolgerà una quarantina di artiste e sarà documentato da un ricco catalogo, è realizzato dall’Atelier Design of the Universe e Le Muse Orfane, con il patrocinio del Comune di Trieste e della Provincia di Trieste, la collaborazione dei Musei Civici del Comune di Trieste, Biblioteca Civica, Camera di Commercio, Centostazioni – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, i negozi della stazione (K-Copy, ParaFarmacia alla Stazione, Despar Nordest, Briccocafè), Consulta Femminile di Trieste e Casa Internazionale della Donne.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.