Le Variazioni Enigmatiche debuttano in Sala Bartoli

Un capolavoro di costruzione drammaturgica: suspance, rivelazioni, emozioni si fondono in Variazioni Enigmatiche di Eric-Emmanuel Schmitt, dal 26 al 29 marzo alla Sala Bartoli diretto da Gabriela Eleonori. Saverio Marconi – anima e regista della Compagnia della Rancia – ritorna in scena  da attore con questo spettacolo e interpreta il protagonista al fianco di Gian Paolo Valentini.

In Variazioni enigmatiche Eric-Emmanuel Schmitt pone in scena due uomini, opposti in un confronto che passa dall’ironia più tagliente alla tenerezza, dalla commozione alla crudeltà e che “imprigiona” l’attenzione dello spettatore senza lasciargli tregua. Un confronto il cui oggetto è una donna misteriosa, la cui assenza è la protagonista vera dello spettacolo. Autore dei più amati fra i contemporanei europei, Eric-Emmanuel Schmitt (che allo Stabile regionale è stato apprezzato in diverse occasioni fra cui  Il visitatore e Piccoli crimini coniugali) allude proprio all’arcano di questa donna, alla cui verità il testo mira, procedendo per disvelamenti successivi, attraverso una sofisticata e perfetta concezione drammaturgica.
L’autore immagina che uno scrittore anziano e misantropo, Abel Znorko – Premio Nobel per la letteratura – viva da eremita in un’isola della Norvegia: lo lega al mondo unicamente un rapporto epistolare, mantenuto con una donna da lui molto amata. Un giorno viene raggiunto da Erik Larsen, giornalista sconosciuto, cui stranamente ha scelto di concedere un’intervista. Ma le domande di Larsen conducono a un dialogo sempre più teso e inquisitore da cui germoglieranno inattese rivelazioni. A interpretare questo capolavoro di scrittura teatrale sarà un duo d’attori di grande intensità: Gian Paolo Valentinie Saverio Marconi, che per il personaggio di Znorko ritorna attore, dopo le tante applaudite regie di musical per la Compagnia della Rancia.
«Dopo anni – ha infatti avuto modo di dichiarare  l’autore – ho ricevuto centinaia di lettere che ponevano tutte la stessa domanda: cosa succede dopo l’ultima battuta? 1) non lo so altrimenti avrei continuato la storia.2) ho scritto questa storia affinché mi venga posta questa precisa domanda ed io possa non rispondere. Credo che un testo non si limiti al piacere e al momento della rappresentazione. Deve disturbare, sollecitare lo spettatore di questioni e di domande sulla rappresentazione e sul testo. Spesso gli spettatori mi hanno raccontato il seguito di Variazioni Enigmatiche: in realtà non raccontavano una storia, ma se stessi. Mi trasmettevano le loro umane sensazioni su questa strana storia d’amore. E solo questo era il mio fine».

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.