Le Voci dell’Inchiesta 2016

Esercitare, in un’epoca troppo sbrigativa, la “memoria dell’oggi”: è questa una delle sfide della nona edizione del festival di Cinemazero Le Voci dell’Inchiesta, che ancora una volta aprirà uno sguardo sulla più stretta attualità, utilizzando gli strumenti dell’inchiesta, del documentario d’indagine e del “cinema del reale”. Tra il 13 e il 17 aprile, Pordenone diverrà così l’osservatorio privilegiato di quelle “realtà mai viste” che connotano un genere cinematografico in ascesa, il più vivo e denso di contenuti: il documentario contemporaneo.
Cinque giorni di incontri con i protagonisti del cinema e del giornalismo – con più di 50 eventi, oltre 40 ospiti, tra registi, esperti, giornalisti – una selezione di più 30 documentari italiani e internazionali, di cui circa la metà in anteprima italiana assoluta, e uno spettacolo teatrale: sono questi i numeri dell’edizione 2016, che presenta anche mostre sulla fotografia d’inchiesta, workshop, e una serie di webdoc, documentari nati espressamente per la rete che prevedono una narrazione fortemente interattiva.

La memoria dell’oggi si muoverà a partire dal fenomeno migratorio che investe l’Europa e chiede sempre più di essere compreso, passando per le diverse facce delle famiglie contemporanee, fino ad importanti anniversari, come il quarantennale del terremoto che sconvolse la regione nel 1976 e il trentennale del disastro di Chernobyl, e l’omaggio a Liliana Cavani, che proprio col documentario ha mosso i primi passi nel cinema.

Nella prima giornata, mercoledì 13 aprile, a spiccare è l’anteprima nazionale di Requiem for the American Dream, un dialogo durato 4 anni tra i registi Peter Hutchison, Kelly Nyks, Jared P. Scott e il filosofo Noam Chomsky, in cui si espone il profetico decalogo che ha portato la società americana a una disuguaglianza senza precedenti nella storia. Ma l’inaugurazione di questa nona edizione sarà affidata al ricordo del terribile terremoto che nel maggio del 1976 distrusse interi paesi del Friuli, con gli inviati Rai che ne raccontarono gli effetti, tra cui Gianni Minà (che riceverà il sigillo della città) e Edek Osser, che animeranno la serata di inaugurazione con il direttore della Sede Rai regionale Guido Corso, il direttore del Messaggero Veneto Tommaso Cerno e de Il Gazzettino Roberto Papetti.

E poi, nel corso del festival, molti altri documentari. Qualche titolo: The Russian Woodpecker, su Chernobyl; l’anteprima nazionale di Walls, che esplora il paradosso di un mondo sempre più diviso dai muri; il documentario canadese Guantanamo’s child; Credit for Murder, dell’ex soldato israeliano Vladi Antonevicz, che getta un’inquietante luce sui gruppi di neo nazisti presenti e tollerati in Russia. E ancora – anteprima nazionale – The fog of Srebrenica, incentrato sulla odierna quotidianità dei sopravvissuti al più grande massacro avvenuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale; Wastecooking: make food, not waste, film che narra con ironia come combattere lo spreco alimentare. Infine – in un intenso racconto della famiglia contemporanea – i documentari Gayby Baby, Claer Years, A Syrian Love Story.
La chiusura, domenica 17, sarà affidata ad una presenza d’eccezione: Federico Buffa, protagonista del monologo Jesse Owens: il più grande atleta di tutti i tempi.

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By | 2016-04-11T19:16:47+00:00 11/04/2016|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Come molti laureati in filosofia, leggo, scrivo e cerco la mia strada. Non dovessi trovarla, mi darò alla macchia.