L’Eco di un grande scrittore recepito con maestria, al Rossetti Il nome della rosa

Una realizzazione che non poteva deludere, ieri sera al Politeama Rossetti , è stata la messinscena della narrazione del primo capolavoro di Umberto Eco: “Il nome della rosa” riscritto nella versione teatrale dal grande drammaturgo contemporaneo Stefano Massini (autore di The Lehman trilogy) e diretto dal regista di origini pugliesi Leo Muscato; quest’ultimi due entrati a contatto con i livelli più alti della regia italiana, ovvero con Luca Ronconi.  L’opera è stata scandita coralmente grazie a tredici attori, che sembravano tanti più, ma grazie ai costumi medievali fantastici della costumista Silvia Aymonino, e anche alla bravura della direzione e la capacità  attoriale di mascherare ulteriori ruoli, ha fatto in modo di riempire la scena con un buon gusto simmetrico. L’atmosfera illusoria, creata tramite l’artificio del coinvolgimento sensoriale olfattivo, come ad esempio l’incenso, o l’odore di bruciato o l’umido di una grotta, hanno reso il giallo gotico di Eco ancora più vivo.

Il ritmo della narrazione scandito attraverso la suddivisione della singola giornata in otto capitoli, accompagnati dalla voce narrante del vecchio Adso, interpretato dal grande Luigi Diberti, fa in modo che lo spettatore possa ascoltare ciò che accadrà e poi vedersi realizzare l’azione poco dopo. Il costante ricordo che evoca il vecchio Adso della sua giovinezza sofferta, ma quasi nostalgico soprattutto nell’apparire della sua amata, ci avvolge nel ventre letterario che solo un grade come Eco ha saputo fare. Una serata trascorsa intorno a un falò è sembrata quella di ieri sera, con al centro oltre le fiamme, il pensiero di ognuno, che è stato avvolto, dal calore degli attori e dal ricordo del letterato.

 

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By | 2018-02-28T12:20:06+00:00 07/12/2017|Categories: Focus on (Magazine), Magazine, Teatro|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su L’Eco di un grande scrittore recepito con maestria, al Rossetti Il nome della rosa

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Origini romane ma adottato nel nord Italia; nella terra di confine triestine non si pone limiti e ogni due domeniche lo trovate nella Dacia Arena a seguire l'Udinese Calcio mentre nel corso della settimana nel Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia. Studente di Studi umanistici all'Università di Trieste collabora con Radio in corso e fa parte del CUT (centro universitario teatrale).