L'epoca del teatro "Eden" rinasce in un operetta

L’hanno definita “operetta doc” e lo spettacolo si prospetta un successo a Trieste, perché è una messinscena “triestina” a tutti gli effetti. “Eden Tabarin – Grande Teatro di varietà, Trieste”, presentato ufficialmente ieri alla presenza del consigliere regionale Piero Camber, Presidente della VI Commissione regionale del Friuli Venezia Giulia. Presente anche Edda Vidiz, autrice del testo e componente del Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta, Livia Amabilino, Presidente della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, del regista Andrea Binetti e degli interpreti principali dell’operetta.

Locandina dello spettacolo "Eden Tabarin"

L’operetta – scritta da Edda Vidiz e musicata da Tullio Esopi negli anni Settanta – dopo le numerose rappresentazioni in concerto svoltesi nel frattempo sempre con grande successo – vede finalmente la luce in una versione teatrale, in prima nazionale assoluta, al teatro Orazio Bobbio nelle giornate di sabato 18 alle ore 20.30 e domenica 19 febbraio alle 16.30.

Lo spettacolo offre un quadro variegato sulla vita nella Trieste d’inizio Novecento ed ha tutti gli ingredienti per essere definita un’operetta classica, un genere tanto caro ai triestini nel quale musica, divertimento e personaggi stravaganti la fanno da padrone. Ma è anche un omaggio alla nostra città con l’uso di un testo italiano debordante in qualche vivace termine dialettale (come si usa a Trieste) e di liriche in dialetto dove lo spirito giuliano acquista la sua dimensione più congeniale nell’ironica comicità, nell’uso stringato e mordente dei ritmi, tempi, invenzioni, colpi di scena, gag, situazioni apparentemente assurde e paradossali utilizzate da Edda Vidiz, mentre le brillanti musiche del M° Tullio Esopi – impostate principalmente sul valzer di tipo viennese – sono ricche di una gustosa orecchiabile melodia, che riempie la scena di una gaiezza e di una vivacità particolari, seppur sullo scenario che vede l’evolversi della Grande Guerra. La raffinata regia di Andrea Binetti conferisce un tocco di novità al repertorio dell’Operetta, consentendo al grande pubblico di conoscere un musicista triestino di valore quale Tullio Esopi scomparso anni or sono (senza avere l’opportunità di vedere realizzata la sua opera in scena).

[pullleft float=”alignleft”]Il cast è composto da nomi illustri del panorama musicale, come Andrea Binetti, che riveste i panni di Pincherle, nonchè regista di questa operetta. Completano il cast l’affermata attrice Marzia Postogna, la nota soprano Ilaria Zanetti, il tenore Raffaele Prestinenzi, e una squadra di giovani emergenti cantanti e attori quali Julian Sgherla, Mathia Neglia, Ingrid Iellenz e Andrea Di Matteo nonché Michele Marolla, Ernesto Giurgevich e le ballerine della DaSpe: tutti “triestini patochi”. Lo spettacolo vede inoltre il maestro Corrado Gulin al pianoforte ed Antonio Kozina al violino. Le coreografie sono curate da Carolina Bagnati, assistente coreografa Eleonora Violin, scene e costumi di Andrea Binetti e Massimo Froli assistente scenografo.[/pullleft]

Ambientata in tre differenti momenti della storia triestina: austro-ungarico, della Grande Guerra e della Redenzione lo spettacolo trae spunto dal “Grande Teatro di Varietà Eden”, del quale ripercorre una vicenda immaginaria. L’Eden, sorto nei primi anni del Novecento in Contrada Acquedotto (l’attuale Viale XX Settembre), era dotato di camerini per gli attori, servizio di ristorazione e liceità di fumare e presentava spettacoli d’arte varia. Con l’arrivo del cinema, il teatro Eden si è pian piano trasformato, per infine lasciare spazio al Cinema Eden (ora Ambasciatori). Per quanto il periodo nel quale si svolge l’operetta, venga puntualizzato con grande attinenza storica, ogni riferimento a situazioni e/o personaggi realmente esistiti è puramente casuale.

Benché elaborato trentacinque anni fa, spiega l’autrice Edda Vidiz, “l’intrattenimento educativo” insito nella struttura di quest’operetta, dove si fondono realtà storica e creatività, si presta a convogliare alle giovani generazioni una migliore consapevolezza della propria identità culturale. Senza dimenticare che la ricchezza della parlata dialettale, appresa dal palcoscenico, potrebbe invogliarli a un suo maggiore uso nella loro vita sociale. Per tale ragione si spera di poter non solo replicare l’operetta per gli studenti delle scuole superiori ma anche di realizzare una tournée dello spettacolo nelle aree giuliane regionali e frontaliere dove il dialetto triestino ha ancora le sue flebili radici.

L’evento è presentato dal Comitato Promotore della Cultura Giuliana e da Edda Vidiz in collaborazione con La Contrada-Teatro stabile di Trieste e l’Associazione Tredici Casade, grazie al supporto diretto dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e con il patrocinio del Comune di Trieste.

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By | 2012-02-15T21:49:48+00:00 15/02/2012|Categories: Teatro|Tags: , , |0 Comments

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