L’INTERVISTA – Franco Bandelli: «Sì all’integrazione della Croazia ma con attenzione»

Continuano le interviste di Radioincorso in vista delle prossime elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia, che si terranno i prossimi 21 e 22 aprile. Questa volta è il turno di Franco Bandelli, candidato alla Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia per Un’Altra Regione, che è intervenuto ai nostri microfoni partendo dall’eliminazione dell’E.R.D.I.S.U. di Udine e di Trieste e la loro sostituzione con l’A.R.Di.S.S. – Agenzia Regionale per il Diritto agli Studi Superiori.

Domanda: Che cosa ne pensa di questa decisione?
Risposta: Io credo che l’accorpamento degli E.R.D.I.S.U. sia uno degli argomenti che abbiamo sempre caldeggiato e sostenuto. Credo che soprattutto il problema debba essere affrontato in termini di “sistema universitario”. Le aperture che vengono in tal senso dalla lungimiranza dei due rettori Compagno e Peroni dimostrano che o si fa sistema su questo argomento oppure la coperta diventa sempre più corta, a discapito della qualità dei servizi che vengono destinati allo studio.

Un’immagine di Franco Bandelli durante un comizio elettorale

D. Secondo lei quale ruolo potranno avere gli studenti in questo nuovo organo che si viene a formare?
R. Sono convinto che gli studenti debbano entrare in tutto quello che è il loro mondo e quindi l’apertura in termini di concertazione e omogeneità nella fornitura di servizi deve vederli coinvolti assolutamente. Bisogna regolamentare il tutto e dare spazio agli studenti che ne hanno tutto il diritto.

D. La Croazia entrerà il prossimo luglio nell’Unione Europea. Avete qualche proposta concreta per stimolare la collaborazione tra l’ateneo triestino e le università croate, siccome molti dei loro ragazzi vengono a studiare proprio a Trieste?
R. Io credo che l’integrazione sia una delle maggiori forme di sviluppo e che possa risultare un valore aggiunto. Però attenzione a non fare lo sbaglio che abbiamo fatto, in temi economici, plaudendo incondizionatamente all’ingresso della Slovenia una decina di anni fa, senza prendere le debite contromisure a quella crisi che forse si è manifestata di più in questa regione di confine per una disparità in termini di concorrenza sleale. Ecco, questo deve valere anche per il mondo universitario che pur nell’integrazione deve far valere la propria storia e la propria egemonia in tal senso.

D. È notizia di pochi giorni fa che il Presidente Renzo Tondo stia cercando di approfondire i rapporti proprio con la Slovenia per lo sfruttamento dell’energia nucleare. Lei è d’accordo con questa scelta?
R. Io credo che il Presidente Tondo debba fare una seria riflessione su quella che è stata la sua politica in termini energetici e di sviluppo energetico. Mi sembra che le idee siano poche e a volte anche ben confuse: da una parte ci propone il rigassificatore a Trieste, dall’altra l’elettrodotto in Carnia; non vuole vuole il contraddittorio e adesso spara sul presunto raddoppio di Krsco. Le politiche energetiche non si fanno per spot, quindi boccio in maniera incondizionata questo tipo di atteggiamento che il Presidente Tondo ci ha purtroppo abituato negli ultimi anni.

La centrale nucleare di Krsco, in Slovenia

D. Quindi quale tipo di sfruttamento energetico si potrebbe attuare in Italia, in particolare in Friuli Venezia Giulia?
R. Cercare di sfruttare tutte quelle ipotesi alternative che non siano il nucleare da una parte e dall’altra gli improbabili rigassificatori. Gli elettrodotti possono anche starci anche se li forniamo interrati. Ci sono quindi vie d’uscita che non siano gli accordi di Krsco.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.