L’Orso, forza e costanza nella musica

Venerdì 27 febbraio, il Tetris di Trieste ospita una band che farà sicuramente parlare di sè: l’Orso. Il sound particolare del gruppo, mix di pop elettronica, è frutto di numerose influenze e noi abbiamo deciso di farcelo spiegare meglio da Mattia Barro, frontman del gruppo.

Come definireste il vostro stile?
È difficile scegliere un termine con precisione, forse la cosa più semplice sarebbe parlare in generale di musica leggera; ci piace l’idea di ottenere musica che sia molto orecchiabile partendo da influenze diverse, noi cinque siamo in realtà appassionati a generi anche molto differenti, dal rap all’elettronica passando per il pop e l’indie rock, ma alla fine cerchiamo di creare una commistione che soddisfi tutti e che sia un buon equilibrio.

Chi avete in mente quando suonate?
In realtà questa è più una conseguenza che una causa nelle nostre opere, ma il nostro pubblico varia abbastanza anche se lo zoccolo duro è quello che oscilla tra la tarda adolescenza e e la fine dell’università, che poi è anche il range d’età dei componenti del gruppo, quindi probabilmente scrivendo musica che piace a noi arriviamo più facilmente ai nostri coetanei che agli altri.

Insomma, state molto attenti al suono?
Sì la sonorità è una cosa a cui teniamo in tutti i suoi aspetti, i testi e le musiche in generale devo prima di tutto suonare bene, soddisfare specialmente l’orecchio, e la produzione e la post-produzione (il lavoro in studio sulle tracce che segue l’incisione n.d.r.) sono aspetti che curiamo molto.

Come mai avete scelto questo nome?
In effetti per continuare con il discorso della sonorità anche il nome del gruppo è stato scelto perché volevamo un nome singolare che avesse un bel suono, oltre al fatto che ciò che la parola “orso” evoca come forza e costanza, sembra rappresentare abbastanza bene quello che noi cercavamo quando abbiamo messo su il gruppo.

Siete contenti di tornare a Trieste?
Moltissimo. Amiamo questa città e il rapporto col suo mare, veniamo qua sempre volentieri e al Tetris abbiamo trovato un’ospitalità e una professionalità davvero esemplari che rende sempre piacevole esibirsi.

Avete visto Sanremo 2015? Cosa ne pensate?
Quest’anno ci siamo appassionati poco. Lo show sembrava molto televisivo e poco musicale, gli artisti scelti non hanno voluto osare e personalmente ho trovato interessante solo il lavoro che ha fatto Nek. Sembrava più un festival per gli occhi che per le orecchie ed è un peccato perché comunque a mio avviso molti degli artisti partecipanti (sia tra i Big che tra le Nuove Proposte) erano di grande livello e avevano dunque la possibilità di portare qualcosa di interessante sul palco.

Una preparazione musicale attenta che ci preannuncia un concerto di valore e qualità per tutti quelli che amino il pop serio e ben fatto tra i 16 e i 30 anni (ma non solo).

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By | 2015-02-24T11:28:30+00:00 24/02/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Studia musica al Conservatorio Tartini e all'Università di Pavia e si rende conto che più si studia la musica meno ci si sente preparati a parlarne. Francamente non lo trova affatto giusto.