L'Udinese frena i sogni del Napoli

È capitato già due stagioni fa, che l’Udinese di Guidolin, allora senza gli acciaccati Sanchez e Di Natale, soffocasse le speranze Scudetto del Napoli, sbancando il San Paolo grazie ai capolavori di Inler e Denis. Qualcosa di simile è andato in scena nella serata di ieri, quando i partenopei, sbarcati a Udine con l’imperativo di vincere, al fine di presentarsi al meglio alla “super-sfida” di venerdì prossimo contro la capolista Juventus, hanno sbattuto ripetutamente addosso al muro bianco-nero, mancando l’occasione per meritarsi un posto di prima classe nel convoglio che conduce, per lo meno, alla lotta per il titolo. Non un grande motivo di vanto, a dire il vero, per gli uomini di Guidolin, che, seppure conquistano un buon punto contro la seconda della classe, lo fanno attraverso una prestazione priva di acuti e di alcuna bellezza esteriore, una virtù non indispensabile, quest’ultima, tuttavia auspicabile, e che, da qualche tempo a questa parte, stenta a mostrarsi.

I friulani si dispongono in campo con l’«overdosato» 3-5-1-1, privo, a centrocampo, degli uomini-chiave Pinzi e Lazzari, ma con un Muriel in più nel motore (aveva iniziato dalla panchina le ultime due gare), ad orbitare attorno alla stella madre Totò Di Natale. Anche la squadra di Mazzarri non si scosta dal canonico 3-4-3 (3-4-2-1, 3-4-1-2… fate vobis), con la differenza, rispetto alle recenti uscite, di parcheggiare l’attempato Pandev tra i seggiolini (altroché, sono poltrone… e riscaldate!) vicino al tecnico toscano, e rilanciare dal 1′ il funambolico Lorenzo Insigne, da molti indicato come l’erede italiano del capitano dell’Udinese. Una tale premessa di nomi e numeri dovrebbe far seguito ad uno sterminato elenco di emozioni e marcature, ma, di quest’ultime, se ne sono viste soltanto di difensive, talvolta fin troppo strette, tanto da far sbottare Mazzarri (per i contatti Allan-Cavani e Basta-Armero), ed i tifosi friulani (tackle scivolato di Britos sulle caviglie di Muriel). Di occasioni da rete, il taccuino ne è scarno. Nella prima frazione di gioco, l’Udinese si fa vedere in avanti in una sola circostanza, con il destro di Pasquale, che, per definizione (il terzino friulano è un mancino naturale), non spaventa De Sanctis. D’altro lato, il Napoli fa poco più: i campani non sfruttano, in apertura, l’incerta uscita dell’ex Liverpool Padelli, e, in particolar modo, non concretizzano l’univa vera palla-gol dei primi 45′, quando, allo scadere, Hamsik incoccia con la testa lo spiovente di Armero, senza però angolare a sufficienza, così da consentire la respinta dell’estremo difensore bianco-nero.

Edison Cavani non segna da 5 gare - da calcio.fanpage.it

Edison Cavani non segna da 5 gare

La seconda metà di gara si apre con una nota confortante per i sostenitori di casa: Pereyra spreca a pochi passi dalla porta avversaria, sparando al piattello. Tuttavia, le speranze che tale scossa di vigore aveva generato nei tifosi friulani, andranno affievolendosi, in seguito, di minuto in minuto, in assenza di altre azioni pericolose “made in Udine”. Al contrario, sono gli ospiti ad accelerare i ritmi, alla ricerca del gol perduto (1 realizzazione degli azzurri nelle ultime 5 gare). La più pregevole delle combinazioni volanti non è valorizzata dal sinistro di Marek Hamsik, che sporca a lato il servizio di Insigne. Il coefficiente offensivo partenopeo si irrobustisce con l’ingresso sul rettangolo verde di Pandev, al posto di un mediocre Gökhan Inler. Ma la maggior consistenza in attacco degli uomini di Mazzarri produce soltanto un traversone rasoterra del volitivo, ma impreciso, Armero, che pesca un Cavani non in serata di grazia (una costante nell’ultimo periodo), il quale non trova la deviazione vincente, smorzando, momentaneamente, le fantasie dei fans azzurri.

L’ultima, e forse insufficiente, chanche rimasta al Napoli è il prelibato antipasto della prossima giornata di campionato, quando gli uomini di Mazzarri, spinti da un San Paolo da mille e una notte (Maradona compreso?), proveranno a fungere da 12° uomo, trascinando gli azzurri nel match contro la Juventus. Sul versante friulano, il piacere per l’ennesima salvezza conseguita (pardon mister, mancano 3 punti…) si mescola al disappunto per lo scarso coraggio che, domenica dopo domenica, mostrano Guidolin ed i suoi ragazzi, ancorati ad un calcio “old style”, il quale però, e non è poco, sino a qualche mese fa aveva fruttato dei risultati impronosticabili. In vino veritas, facendo riferimento ad una delle ricchezze della terra friulana, un po’ di nostalgia per Sanchez&Co. si intravede negli occhi dei supporter bianco-neri, ma anche la più avversa delle realtà, e non è certamente questo il caso, non toglierà loro la passione per i colori dell’Udinese, che, ad oggi, si rivolge alla prossima sfida di Pescara, da affrontare, ci si augura, con ambizione europea!

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By | 2017-05-21T12:15:38+00:00 26/02/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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