L’Udinese ha sette vite: Nico Lopez e Heurtaux sbancano Livorno

Si potrà mettere in discussione tutto dell’Udinese 2013/2014, dalle scelte societarie a quelle tecniche fino alle prestazioni dei singoli. Tuttavia, ciò di cui non si può dubitare è il carattere di un gruppo che, dall’arrivo di Francesco Guidolin sulla panchina bianconera, ha cambiato molti interpreti, ma non ha mai perso una forza d’animo che l’intera Serie A gli invidia. I veterani della ciurma friulana ne hanno passate nelle ultime tre stagioni, passando dalle impronosticabili soddisfazioni di due qualificazioni Champions e di quella in Europa League fino alle altrettanto inaspettate delusioni maturate nei play-off delle due competizioni. Eppure, nella stagione più difficile – l’attuale – sul prato del piccolo impianto di Livorno, neopromossa in Serie A, la grinta, l’ardore agonistico e il desiderio di prevalere sull’avversario sono gli stessi che condussero l’Udinese a espugnare l’Olimpico di Torino (sponda Juventus), il San Paolo di Napoli, Il Meazza di Milano o a far sognare le migliaia di fans giunte all’Emirates Stadium in una febbricitante notte d’estate. I tre punti conquistati al Picchi di Livorno grazie a Nico LopezHeurtaux hanno il sapore del panettone da gustarsi con ritrovata serenità, giusto premio allo sforzo dei ragazzi, ma sanno anche di fango, sudore e sacrifici, mix che ogni giorno Domizzi e compagni miscelano sui campi del Bruseschi.

Nico Lopez festeggia il suo primo gol con la maglia dell'Udinese

Nico Lopez festeggia il suo primo gol con la maglia dell’Udinese

LA PARTITA – Come un indomo pugile, ogni volta che viene colpita, l’Udinese si rialza. Il colpo di reni dei friulani fa male al Livorno, che soffre l’inizio a tutto gas dei bianconeri. Nico Lopez all’11’ soffia la sfera a un ingenuo Emerson e con chirurgica precisione batte Bardi, infilandolo nell’angolo destro. Con il tabellone che dà ragione ai friulani, i ruoli sul rettangolo verde si invertono, con l’Udinese che arretra poco saggiamente il suo baricentro, mentre i padroni di casa prendono coraggio. I toscani si affacciano a più riprese dalle parti di Brkic che, in più di un’occasione, è costretto agli straordinari per sigillare la propria porta. Siligardi, tuttavia, in giornata di spolvero, è un brutto cliente per la retroguardia bianconera, e dopo due “missili d’avvertenza” passa all’artiglieria pesante: quando il cronometro segna il 32′, l’ex Inter raccoglie la spizzata di Paulinho, elude l’intervento di Domizzi e batte imparabilmente Brkic. L’Udinese, costretta dal ritrovato pareggio livornese, mette nuovamente la testa fuori dal guscio e sul finale di primo tempo è pericolosa con l’incursione di Allan, il cui lob è spinto da polpastrelli di Bardi sulla traversa, che salva gli amaranto. Dopo una prima frazione equilibrata, la ripresa suona tutt’altro spartito. Sin dalle prime battute i friulani prendono in mano le redini del gioco e non le abbandoneranno per almeno quaranta minuti. Servono venti minuti di vera Udinese prima di scardinare il fortino toscano. Di Natale disegna un corner con impareggiabile precisione, nello spazio che Basta ha appena liberato e su cui sta irrompendo Danilo: la volée del centrale brasiliano è miracolosamente parata dal numero uno di casa, sulla cui respinta, tuttavia, arriva Heurtaux, per il quale è un gioco da ragazzi fare centro. Quarto gol in campionato per il difensore transalpino, che raggiunge così nella classifica cannonieri un certo Totò Di Natale, lontano ancora dallo stato di forme delle passate stagioni. La reazione del Livorno tarda ad arrivare. Al contrario, sono i bianconeri a sciupare diverse occasioni in contropiede. I tentativi amaranto si concentrano negli ultimissimi minuti ma non spaventano i friulani che escono dal Picchi con tre punti meritati.

Il tifoso friulano può ritenersi soddisfatto. La qualità non è quella dell’Udinese di Sanchez, Inler, Isla, Asamoah, ma la mentalità è rimasta quella combattiva e mai doma che distingue da sempre le squadre di Guidolin. Se, in primo luogo, si vuole vedere la maglia sudata, in tal senso questa squadra non ha più alcunché da dimostrare. Ora, con una classifica più tranquilla, Di Natale e soci potranno concentrarsi sul gioco di squadra e sull’amalgama (a Livorno ha esordito il classe ’94 Douglas Santos), per far tornare il Friuli il fortino inespugnabile che ha reso orgogliosi per tre anni tutti i fan bianconeri.

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By | 2017-05-21T12:11:54+00:00 22/12/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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