L’Udinese imbocca un vicolo c(i)eco, ora serve l’impresa

Arsenal, Braga, Slovan Liberec. Tre squadre che non hanno nulla in comune tra loro ma che potrebbero formare un ritornello indigesto per i tifosi dell’Udinese. Eppure mancano ancora 90′, da giocare in Repubblica Ceca, nella tana dello Slovan, dove gli uomini di Francesco Guidolin tenteranno di rimediare all’imprevista sconfitta interna patita ieri al Nereo Rocco di Trieste. Gli euro-rivali si sono imposti per 3-1 in una gara che conferma, ancora una volta, come il calcio sia uno dei giochi più strani, e forse per questo più belli, al mondo. Davide batte Golia, lo fa calciando tre volte il pallone verso un Kelava incredulo nel dovere chiudere la gara con altrettanti gol subiti ma nessuna parata. D’altro canto, l’Udinese crea occasioni da gol come non mai, in numero addirittura superiore rispetto i match del preliminare contro lo Siroki Brijeg, eppure qualcosa va storto.

Luis Muriel, sfortunato protagonista dell'Udinese di ieri

Luis Muriel, sfortunato protagonista dell’Udinese di ieri

LA PARTITA – Si apre con Muriel che con un’azione alla Ronaldo (“quello vero” – direbbe Mourinho), semina l’intera difesa ospite e fa partire un bolide che la traversa rigurgita in campo. La sensazione è che l’Udinese possa stravincere, per la facilità con cui arriva alla porta del numero uno ceco Kovar (uno dei migliori in campo) e per l’inoffensività che dimostra lo Slovan incapace, parole di Guidolin, “di superare la metà campo”. Poi l’imponderabile. Non appena i bianconeri rallentano per prendere fiato, il Liberec si affaccia nella trequarti friulana, recupera una palla vagante con Rybalka, il quale mette i tacchetti come Allan non ha il coraggio di fare, e lascia partire il “tiro della vita” che bacia la traversa a pochi millimetri dal “sette”. 0-1, supporters friulani increduli e, ciò nonostante, la rimonta sembra alla portata di mano, vista la distanza tecnica tra le due formazioni. Così i bianconeri spingono ancora sull’acceleratore e dopo un’altra manciata di occasioni fallite arriva il pareggio di Gabriel Silva al 35′. Di Natale si fa perdonare l’egoismo di qualche azioni prima (quando calcia anziché servire i compagni soli in area) e pennella sul secondo palo un cioccolatino che il brasiliano deve solo scartare: 1-1 e sembra solo l’inizio di un ‘remuntada’ in grande stile. La ripresa, infatti, parte con un altro mini-assedio friulano. Lo Slovan sembra di nuovo con l’acqua alla gola ma, al primo tentennamento dell’Udinese, colpisce ancora. È il 49′ quando il calcio d’angolo sprecato dalle Zebrette si trasforma in un contropiede per i cechi. Basta trattiene l’avversario involato verso la porta difesa da Kelava, ma lo lascia quando il pericolo sembra scampato. Mossa incauta, perché da dietro arrivano i rinforzi in maglia blu. Due passaggi e retroguardia friulana tagliata fuori. Delarge si trova a pochi passi da Kelava un pallone che va solo spinto in rete: 1-2, con i 7000 del Rocco che si stropicciano gli occhi pensando a un incubo. E non è finita. L’Udinese non può perdere, Guidolin azzarda Maicosuel e Zielinski al posto di Pinzi e Lazzari, ma i bianconeri sprecano ancora e subiscono la terza rete. Un nuovo contropiede ospite trova impreparata la difesa comandata da Danilo che così è costretta a concedere un altro tiro da fuori che Kusnir spedisce ancora imparabilmente sotto la traversa. L’Udinese certifica la serata da horror colpendo ancora due pali, prima con Basta e poi con Danilo, che non trovano la deviazione vincente a pochi metri dal gol. Si aggiungano l’incredibile errore di Lazzari, che perde il tempo buono per andare in rete a qualche ciuffo d’erba dalla sguarnita porta ospite, e il rigore negato a Danilo (ci poteva stare) e la frittata è fatta.

L’Udinese esce sonoramente battuta ma tra gli applausi dei suoi tifosi. La prestazione, è vero, è stata più che positiva, al netto, però, della superficialità dimostrata in occasione della seconda rete subita. Servirà un’impresa lontano dall’Italia, sullo stile di quelle realizzate in passato a Leverkusen (Margiotta mattatore) e Dortmund (Inler e Floro Flores), per tirarsi fuori da questo vicolo c(i)eco e ritrovare la strada verso la vittoria (3-0 per qualificarsi, 3-1 per i supplementari) e verso l’Europa.

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By | 2017-05-21T12:12:37+00:00 23/08/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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