L'Udinese non perde il treno per l'Europa

L’Udinese si riprende, con gli interessi, quanto scippatole a Milano lo scorso week-end, con la clamorosa svista del Signor Valeri. Lo fa sul campo, meritando una vittoria sofferta, tale in quanto nella seconda frazione di gioco il Torino, o sarebbe più corretto dire Alessio Cerci, turba, in qualche circostanza, la quiete dell’attento Padelli; lo fa anche nella virtuale classifica dei torti arbitrali, poiché dopo la macroscopica gaffe del fischietto romano, che è costata la sconfitta milanese, la bilancia torna in pareggio grazie alla benevolenza di Banti, che sorvola quando Benatia interviene su Glik, ma soprattutto quando Allan atterra Santana.

THE ITALIAN JOB — I friulani si vestono del consueto 3-5-1-1: Angella si accolla gli oneri di vice-Danilo, “O mago” Maicosuel esce dal letargo per far rifiatare un affaticato Muriel. Di contro, il tecnico Ventura propone lo spartito classico, che significa 4-2-4, con Ogbonna a meditare in “panca”, e fase offensiva imperniata sull’ex Barreto, non proprio una grande idea. Granata, quanto bianco-neri, fondano la propria azione sulla più tradizionale delle strategie, quella dello “scippatore”: attesa del momento opportuno, rapina della palla, e fuga spedita verso la porta! Tra le due, però, la “Banda Bassotti” a possedere senz’altro più destrezza e precisazione è quella di casa, e il divario si denota sin dai primi scorci di gara. Le lancette hanno scollinato cinque volte quota 12 e l’Udinese ha già creato due buone occasioni per sfondare il muro degli uomini di Ventura; prima Di Natale, poi Pinzi, suonano il campanello d’allarme della difesa torinese. Le iniziative dei due veterani della squadra friulana non sono che i primi tentativi di scassinare la cassaforte granata che al 7′ cede. Totò si affaccia al limite dell’area e conclude col mancino, Gillet respinge, ma sui piedi del Tucamano Pereyra, il cui tap-in è un orlo per il sarto: 1-0. Il Toro, colpito, manca della sua proverbiale furia, e l’Udinese prova ad approfittarne. Maicosuel, a colpo sicuro, sbatte sul palo, e sul duplice fischio del direttore di gara, gli uomini di Guidolin vanno negli spogliatoi con più di qualche rimpianto per non aver legittimato la superiorità messa in mostra fino ad allora.

Pereyra e Di Natale festeggiano il gol friulano

Pereyra e Di Natale festeggiano il gol friulano

BOTTINO PIENO — Nella ripresa l’interpretazione della gara da parte dei due team non cambia, ma il Torino incrementa la potenza delle sue scornate, in gran parte per merito del “promesso azzurro” Cerci, oggi sotto stretta osservazione dei collaboratori del Ct Prandelli. Il fantasista cresciuto nelle giovanili della Roma, è l’unico a far tremare i friulani, e con loro la traversa della porta difesa da Padelli, colpita, al 59′, da un siluro proveniente dal suo affilato mancino. Gli altri pericoli non giungono dalle sbilenche conclusioni dei piemontesi, bensì dall’imprudenza di Benatia e Allan, che rischiano di rovinare la festa ai tifosi di casa, se non fosse per l’eccessiva clemenza del Signor Banti. Gli ultimi concitati minuti di pathos certificano un’Udinese ancora incompiuta, in passato tori così sarebbero stati divorati in un sol boccone, ma, ciononostante, sulla retta via, come testimonia una delle migliori performance stagionali. La sfida all’ultimo grimaldello se l’aggiudicano, a buon diritto, Pereyra e soci.

Il prossimo colpo sarà di più arduo compimento per i friulani, perché lontano dalle terre amiche, distacco che i ragazzi di Guidolin hanno dimostrato di soffrire nelle ultime due annate. Tuttavia, il caveau genovese, sponda rosso-blu, non sembra irresistibile e, specialmente, protegge un tesoro di grande valore, in quanto ulteriori 3 punti dalla trasferta a Marassi significherebbero un posto di prima classe sul convoglio che porta all’Europa, in cui oggi l’Udinese ha preso ufficialmente posto. In pochi realmente ci credono. Toh, questa storia mi pare di averla già sentita…

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By | 2017-05-21T12:15:45+00:00 10/02/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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