L’Università di Trieste apre agli esterni: in arrivo il nuovo Cda

Un bando pubblico per trovare quatto persone esterne all’Ateneo di Trieste che vadano a comporre il Consiglio di Amministrazione – è questa la notizia che esce oggi dalle mura dell’Università. Dopo aver vinto  il ricorso al Tar, voluto dal Miur per questioni di interpretazione della legge Gelmini sulla composizione del nuovo Cda, l’Università di Trieste può finalmente procedere. Entro il primo novembre dovrebbe entrare in carica il nuovo Consiglio. A formarlo saranno undici membri, tra cui quattro persone che non hanno avuto a che fare direttamente con l’Ateneo, ma ai quali saranno richieste capacità di direzione e di gestione.

La sede centrale dell’Università di Trieste. Il prossimo Cda sarà composto anche da quattro esterni

All’epoca dell’approvazione della riforma fu questo uno dei punti su cui si discusse maggiormente. L’ingresso dei cosiddetti “privati” non fu ben visto dalla parte accademica. Tuttavia, proprio per volere dell’ex rettore Francesco Peroni, gli esterni non verranno nominati dalle amministrazioni locali, ma saranno elette dal Senato Accademico. La Regione Friuli Venezia Giulia avrà però ancora la possibilità di proporre tre nomi e il Senato sarà obbligato a sceglierne uno.

Il nuovo Cda sarà quindi composto dal Rettore, due studenti, tre professori e un rappresentante del personale tecnico ed amministrativo, oltre che dai già citati quattro esterni. I bandi per le candidature, leggendo un articolo de Il Piccolo (qui il link) usciranno nei prossimi mesi, ad agosto quello per i componenti universitari e tra settembre ed ottobre quello per i componenti esterni. Ancora una campagna elettorale, quindi. Non resta che prepararsi.

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By | 2017-03-13T14:50:41+00:00 24/06/2013|Categories: Università|Tags: , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.