Mario Biondi is back!

Era il 21 dicembre del 2015 e a pochi giorni da Natale Mario Biondi incantava il pubblico del Teatro Rossetti con il suo “Beyond Tour”, poco più di un anno dopo, lunedì 20 marzo, la standing ovation per il grande artista italiano dal timbro vocale inconfondibile.

Il Politeama Rossetti è al completo, nel silenzio della penombra salgono sul palco i sette musicisti e le due coriste; la sua voce fuori campo racconta che sono ormai trascorsi dieci anni, il viaggio è stato lungo e per nulla facile. Un viaggio che ripercorre insieme al suo pubblico nelle quasi due ore e mezza di concerto.
«Tutto è iniziato da qui» e, mentre in sottofondo risuonano le note di “This is What You Are” il celebre brano del 2006 contenuto nell’album Handful of Soul, Mario Biondi fa il suo ingresso. Lo show, e che show, può iniziare.

Una trentina di brani riempiono la scaletta che il crooner catanese ha elaborato seguendo un ordine cronologico, gli inizi del 2006 con “Rio de Janeiro Blues” e “Never Die” lasciano il posto all’album del 2007 I Love You More contenente l’omonimo brano e “Close to you”. Il pubblico triestino «è un po’ un diesel» per Biondi che lo ripaga quando riecheggiano in sala le note di “Be Lonely”, “Love Dreamer” e la bellezza di “If” racchiusa nell’album del 2009.
“Something that was beautiful”, “No more trouble”, “Ecstasy”, “Cry anymore” e la ska-reggaeggiante “I know it’s over” chiudono la parentesi dedicata al secondo album; il gioco di luci che accompagna lo spettacolo è molto vivace ed elegante, il live prosegue con “Life is everything“, “Shine on“, “What have you done” e “Lowdown“.

Un momento del concerto di Mario Biondi

Un momento del concerto

Si concede un cambio d’abito lasciando sul palco ad esibirsi al ritmo funky la fantastica band che lo accompagna: Serena Brancale e Serena Carman ai cori, Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Massimo Greco alle tastiere e programmazione, David Florio alle chitarre, Marco Scipione al sax, Fabio Buonarota alla tromba e Moris Pradella alle chitarre, percussioni, piano e cori.

Si riprende con l’album Sun del 2013 ed un omaggio ad Al Jarreau con il quale ha scritto “Light to the World”, per proseguire poi con “There no one like you”, “Deep space”, “Never stop” e l’italiana “La voglia la pazzia l’idea”.
É da pelle d’oca il duetto con la corista in “After the love has gone” , famosissima canzone degli Earth Wind and Fire, che anticipa “Love is a temple”, “All I want is you” e “Blind”.
Non è un semplice concerto, è qualcosa di più; un dialogo continuo, un intreccio di sonorità come i suoi sette inediti racchiusi in Best of Soul l’album del 2016 che ripercorre l’intera carriera di questo grandissimo artista. “Do you feel like I feel” è la domanda che rivolge al suo pubblico prima di ringraziarli con “Gratitude”, il brano che chiude lo spettacolo.

La grandezza e la bravura di Mario Biondi non si rispecchiano solamente nelle canzoni ma anche nei modi gentili che lo contraddistinguono; vederlo scendere dal palco, attraversare tutta la platea per esprimere gratitudine ai tecnici che lo seguono in tour e sentirlo ringraziare una ad una tutte le persone dietro le quinte dimostra una sensibilità ed un’umiltà che solo i più grandi artisti possiedono.

 

 

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By | 2017-03-24T01:39:40+00:00 21/03/2017|Categories: Musica|Tags: , , , |Commenti disabilitati su Mario Biondi is back!

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