Massimo Dapporto è un Ladro di Razza alla Contrada

Debutta venerdì 7 marzo alle 20.30 , in esclusiva regionale al Teatro Bobbio, Ladro di Razza di Gianni Clementi che sostituisce lo spettacolo “Pazza” con Caterina Murino inizialmente presentato in cartellone. Massimo Dapporto, Susanna Marcomeni e Blas Roca Rey sono i tre straordinari interpreti di un testo che saprà fare ridere e riflettere il pubblico.

I protagonisti Massimo Dapporto, Susanna Marcomeni e Blas Roca Rey.

La vicenda è ambientata a Roma nel 1943. Tito è un modesto ladro e truffatore appena uscito dal suo ennesimo periodo in carcere. Stavolta però è in difficoltà perché un usuraio particolarmente crudele lo sta aspettando per regolare i conti con lui, e questo gli impedisce di tornare a casa dalla sua famiglia, spingendolo a rifugiarsi da Oreste, suo amico d’infanzia, che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia. Tito cerca in tutti i modi di trovare i soldi da consegnare al suo aguzzino. Conosce casualmente una ricca zitella ebrea, Rachele, che vive da sola in un appartamento lussuoso del ghetto e decide di farne la sua vittima. Tito la corteggia e, dopo un’estenuante resistenza della donna, riesce finalmente ad entrare nelle sue grazie, pronto per compiere un furto ai suoi danni. Ma sceglie di entrare in azione proprio all’alba del 16 ottobre 1943, il momento del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti. Ma Tito, opportunista e vigliacco, catapultato di colpo in un episodio storico, scoprirà in sè un inaspettato coraggio che gli consentirà un grande riscatto.

Ladro di razza si ispira alla grande tradizione del cinema neorealista, indagando in chiave di tragicommedia un momento della nostra Storia.  Momenti di comicità si alternano a parentesi di riflessione e commozione.  Tito, Oreste e Rachele, infatti, protagonisti di questa storia diventano il tramite per raccontare un’Italia in guerra, una Roma allo stremo, ma ancora capace di sussulti d’orgoglio.

Commenti Facebook

About the Author:

Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.