Mattia Fadel: "abbiamo il difetto di essere giovani"

Il presidente ha poi definito il procedimento di stesura del nuovo documento come “democratico, trasparente e partecipato dal principio al termine dei lavori”. Innalza l’apporto dato anche dagli studenti, tramite i propri rappresentanti eletti nella commissione redigente, alla stesura. “Pur vincolato ai limiti imposti dalla legge 240 – dice Fadel – è riuscito ad essere innovativo e chiaro nella riorganizzazione dei nuovi organi dell’Ateneo. Con esso l’Università di Trieste è pronta a ripartire, rigenerata. Una novità di questo statuto, lodevole quanto opportuna, è l’incrementata rappresentanza studentesca che vede così riconosciuto il suo ruolo insostituibile nel governo dell’Università“. Durante il “periodo Gelmini”, ricorderemo, gli studenti “hanno saputo farsi sentire, chiedendo a gran voce un’università pubblica, laica ed aperta a tutti“. Frase non da poco quella pronunciata dal pulpito.
Mattia Fadel cita anche il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed invita a riflettere i suoi significati, tanto legati all’unità culturale. Descrive l’università come “luogo principe in cui questa cultura viene riaffermata e sviluppata andando a costituire il cuore battente di una nazione

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L’attenzione dello Stato nei confronti dell’Università
Solo 1,26 % del PIL? È troppo poco!

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Nonostante sia così importante – dice – noi le diamo (secondo le ultime rilevazioni Istat) l’1,26 % del PIL, poco, rispetto al 2% della media europea, poco rispetto al 3% stabilito come Target Europa 2020 dalla “strategia di Lisbona”, pochissimo rispetto al 15% che costituisce la richiesta d’ossigeno di quest’organo rispetto a quella dell’intero organismo”.
È stato nominato anche l’articolo 33 della Costituzione che recita “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Anche questo è un richiamo forte, e il fatto ritorni a tuonare come negli anni passati in questo tipo di discorso è segno che forse a volte ci si dimentica dell’importanza di quella frase.

Insegne ERDISU

Il nodo del Diritto allo Studio. Il futuro dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio si fa sempre meno luminoso. Se da una parte la Regione è partita in quarta (e lo ha detto anche il Presidente Tondo nella stessa sede), e quindi intenzionata a formare questa fondazione di diritto privato che soppianterebbe l’ERDISU, dall’altra gli studenti si impegneranno unitamente ad i loro colleghi udinesi, per difendere i loro diritti, primo tra tutti il Diritto allo Studio. Lo fanno chiedendo spiegazioni e ulteriori dettagli, senza porre veti o dissensi a priori come qualcuno paventava, definendo il “no” degli studenti alla forma di “fondazione” quasi come un capriccio politico. Il Diritto allo Studio è sancito dall’articolo 34 della costituzione, che dice “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi”. È stato fatto notare che è su questa ed altre basi, che gli studenti si battono per i loro diritti.

Impossibile non citare gli aumenti dei costi mensa e dei costi alloggio, innescati per far fronte di un numero crescente di idonei. “Questi ‘privi di mezzi’ dovrebbero essere ‘agevolati’ – dice Fadel – mentre le risorse rimangono invariate. Si è ingegnosamente riusciti a mantenere un 100% di idonei beneficiari alle borse di studio ma ciò solo al prezzo di diminuirne i singoli importi. Anche le case dello studente soffrono di un cronico ritardo nella loro costruzione e ristrutturazione. È palese quanto sia odioso discriminare per reddito invece che per merito e quanto questo sia profondamente iniquo: per questo la Regione e lo Stato – ribadisce – devono fare ancora di più di quanto già stanno facendo. È doveroso dire che il dialogo con la Regione c’è, e ci auguriamo continui“.

Mattia fadel e Riccardo Spina a margine della cerimonia

Una società pigra.Al governo tecnico spetta traghettare l’Italia attraverso l’attuale periodo di difficoltà, e soprattutto ripristinare la dignità perduta delle Istituzioni“. Avidità e clientelismo, campanilismo ed ignoranza, superficialità ed incompetenza sono individuati come i “nuovi nemici”. Sicuramente una delle frasi più forti, e più globali è la parte del discorso di Fadel in cui la società diventa “disinteressata e parcellizzata in singoli individui che non comunicano, non si capiscono, rinunciano per pigrizia a comprendere la complessità dei problemi, dediti ad un insano feticismo del futile, interessati solo al godimento di un eterno presente che ha da tempo smesso di interrogarsi sul futuro“.

Ha ringraziato il vicepresidente del CdS Riccardo Spina, per essersi dimostrato un ottimo punto di riferimento per i servizi agli studenti. Infine, loda Trieste quale “città speciale”, e dice che “l’unico difetto che abbiamo noi studenti, è quello di essere giovani“.

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By | 2017-05-21T12:42:34+00:00 29/02/2012|Categories: Giovani e società, Università|Tags: , , |0 Comments

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Per otto ore al giorno fa il giornalista a TV Capodistria, nelle rimanenti fa il formatore a RadioInCorso. È appassionato di informatica, ma spesso desiste dinnanzi ai rebus che i computer gli riservano.