Monti: "Europa a picco senza potere decisionale ai governi"

Ha infastidito sia destra che sinistra tedesche l’affermazione del nostro premier, riguardo l’autonomia dei governi dai Parlamenti nazionali nelle trattative a Bruxelles, nell’intervista rilasciata all’autorevole rivista tedesca Der Spiegel. Secondo il Primo Ministro “se i governi si facessero vincolare del tutto dalle decisioni dei loro Parlamenti, senza mantenere un proprio spazio di manovra, allora una disintegrazione dell’Europa sarebbe più probabile di un’integrazione”.

Le reazioni. Dure le posizioni dell’Fdp; i Liberal-Democratici di Frank Schaeffler ritengono che Monti voglia “risolvere i suoi problemi facendoli pagare ai contribuenti tedeschi”. Nelle file del Csu è altrettanto aspro il segretario generale del partito cristiano democratico bavarese, Alexander Dobrindt, che parla addirittura di “attacco alla ´democrazia`: “Noi tedeschi non siamo pronti a cancellare la nostra democrazia per finanziare i debiti italiani”, afferma Schaeffler. Secondo il Cdu la cosa non è poi così tanto grave, riserva infatti osservazioni meno dure del partito conservatore della cancelliera Merkel. Il parlamentare Grosse-Broemer afferma: “se pure resta decisiva la capacità di agire dei governi, ciò non giustifica in nessun modo il tentativo di limitare il necessario controllo parlamentare”. Gli echi dell’Spd sono altrettanto forti. La reazione sul fronte opposto, come quella del socialdemocratico Joachim Poss, ha sottolineato che “l’accettazione dell’Euro e del suo salvataggio viene rafforzato e non indebolito dai Parlamenti nazionali“. “Evidentemente – ha aggiunto – gli anni di Berlusconi hanno indebolito l’immagine del ruolo del Parlamento“.

Non potevano macare le parole del Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, il quale, in un comunicato di risposta all`intervista rilasciata da Monti, sottolinea il ruolo cruciale che i parlamentari rivestono nella politica europea. Soprattutto in questo periodo di agitazioni la possibilità di verifiche parlamentari dovrebbe essere rafforzata e non indebolita.

La risposta arriva, infine, anche dalla Commissione Europea. “Attenersi alle regole dei Trattati“, questa la prima regola secondo il portavoce Olivier Bailly: “Le decisioni prese da governi a Bruxelles, devono essere tradotte o accettate con procedure nazionali e in alcuni paesi queste decisioni devono essere ratificate dai Parlamenti nazionali. Queste sono le regole e, come sul Esm, non ci sono altre strade al di fuori di queste regole per procedere. E noi – ha concluso Bailly – rispettiamo pienamente le competenze dei Parlamenti nazionali”.

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